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Avanti un altro!

Cari tutti, in queste settimane di latitanza blogghesca alla qui presente Miparevastrano Lost in London sono accaduti alcuni avvenimenti degni di nota. Il primo: lo scintillante inizio di questo piovoso e freddo mese di Settembre mi ha visto festeggiare il compleanno con i miei MuseoColleghi e qualche altro amico in perfetto British Style: al pub. Se qualcuno di voi si fosse avventurato, lo scorso giovedi, nelle vicinanze di South Kensington, girovagando per i pub a pomeriggio inoltrato, avrebbe notato una combriccola di quindici persone, chiacchiere e sorrisi e “Say it again..? Can’t hear you!! Music’s too loud!” “What?! Thirty?!? You look younger, my word!”, e poi calici di vino e boccali di birra (offerti dagli amici) e chips affogate nel ketchup – che io ODIO, ma qui la maionese non è buona. Davvero. – e taglieri di gommosa pizza da dividere (offerti dalla festeggiata).Questa cosa della pizza&patatine ha suscitato una sincera commozione nei miei amici Londoners: la novità che effettivamente si mangiasse qualcosa invece di limitarsi alla parte liquida della consumazione è stata rinominata “Italian Style Celebration”. Adesso. A parte il fatto che ero appena uscita da una giornata di lavoro, a parte il fatto che io mangerei quasi sempre (questo forse non dovrei scriverlo, non fa una gran bella impressione) ma… Almeno a fine serata eravamo (quasi) tutti (quasi) sobri. Quindi… avanti un altro anno! E avanti un’altra decade che inizia con il tre davanti. Cheers!

Seconda news: lo Chef ha lasciato la Topaia. Sospetto che le mie lezioni di inglese in stile Signorina Rottenmeier non abbiano aiutato il pover’uomo ad  amare gli autoctoni e la lingua inglese… Insomma, sta di fatto che il mese scorso lo Chef ha impacchettato i suoi bagagli,  ha lasciato un lavoro a tempo indeterminato grazie al quale guadagnava più di quanto guadagno io dopo sette anni di onorato  e precario servizio italico nel dorato mondo della TWU’ , ed è tornato in terra sarda. La gente è strana. La sua dipartita è stata salutata con una certa apprensione dalla popolazione batterica de La Topaia, preoccupata che al suo posto arrivasse, armato di Amuchina, chessò… un fanatico della pulizia, hai visto mai. Sfortunatamente per me e fortunatamente per i cari microrganismi, non c’è stato questo pericolo. Per festeggiare, dopo aver trovato una colonia di festanti larve e farfalline del cibo nella dispensa, il giorno dopo la partenza dello Chef sono stata presa da un raptus omicida e ho pulito da cima a fondo tutta la cucina, defenestrando circa l’85% del cibo che ho trovato e passando l’intera serata in compagnia di disinfettante e acqua bollente. Nessuno ha osato lamentarsi per la sparizione dei propri viveri. Il giorno successivo la mia opera di bonifica, mi ha chiamato la mia amicona Mrs. Funiculì: “Ehi bella! Ho vist’ che hai puliziato ieri, bbrava! – e qui figuratevi IoMeMedesima mentre cerco di reprimere un insulto telefonico – Eh, dovrei venire, anyway, uno di questi ggiorni… ma la casa è abbastanza pulita, anyway… inzomma, io topi nun ne ho mai visti, èvvvero? – e qui meno male che ero seduta – Vabbuò, ci sentiamo, eh! Quando vengo per il rent? Quand’ pozzo passà? Eh? Poi magari uno di questi ggiorni facciamo shopping inzieme, anyway!” Comunque, dicevamo…  La notizia è che si è ampliata la componente asiatica here at La Topaia. Adesso, nella camera al secondo piano, accanto allo Stordito Jap abbiamo il piacere di presentarvi lo Stordito Thai. Questo personaggio è abbastanza innocuo. Non mi spingerò fino a dire che è pulito, ma credo sinceramente che uno più zozzo dello Chef fosse difficile da trovare, quindi accontentiamoci. Ha la simpatica peculiarità di cucinare (e anche lavare i piatti, dopo. Wow) alle 7 del mattino i piatti tipici della sua tradizone culinaria, cosa che mi provoca una nausea perenne, grazie all’uso industriale di spezie tailandesi e diosolosacosa che si attanagliano alle fibre della moquette e ad ogni altra superficie della casa, e lì rimangono foreverandever. E così… Avanti un altro! (coinquilino): multiculturalità is a way of life, ma la cucina thai 24/7 non so se la posso reggere.

Insomma, tutto procede bene, in questa fine estate londinese. Ogni volta che trovo un angolino riparato e fuori dalle classiche rotte turistiche. Ogni volta che questa fissazione di girovagare completamente senza meta sfocia in aneddoti da “Questo devo assolutamente ricordarmelo e scriverlo sul blog”, come quella volta che stavo aspettando lei, e gira che ti rigira mi sono ritrovata immersa nella zona gay di Londra, deducendo questa preziosa informazione dalla quantità di videoteche XXX “omo” che si trovano in Rupert Street, dalle occhiate sinceramente stupite che mi hanno lanciato gli avventori del pub dove sono entrata (oddio-ho-qualcosa-incastrato-tra-i-denti), dalle sopracciglia depilate del barista, dall’assenza di bagni per donne – giuro: erano segnalati unicamente quelli MEN – e dal fatto che nel pub c’erano solo uomini in atteggiamenti molto amichevoli… e poi IO. Ogni volta che mi perdo e entro nei pejori bar de Notting Hill durante il delirio del Carnival perchè mi rifiuto di portarmi dietro la cartina e poi perchè chiedere informazioni agli autoctoni mi piace tantissimo (vi parlerò meglio del significato che ha per me l’espressione Lost in London nel prossimo post) e lo so che è strano…. Ogni volta. Sempre. E sempre di più, scopro che quella che era iniziata come una infatuazione tardo adolescenziale si sta trasformando in un sentimento più profondo. Oddio. Non mi starò mica innamorando di Londra?

(questa mia vena romanticosentimentale è molto accentuata dall’aver visto due giorni fa un film appena uscito, e dato che proprio due giorni fa ho finito di leggere il libro, dovevo vederlo. Avvertenza: kleenex. Non pochi. E ora beccatevi il trailer)

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6 responses »

  1. Dear Miparevastrano,
    come avrai notato i tuoi amici italici sono in lieve crisi di astinenza da cene-cinema-popcorn-gitefuoriporta con LaFra… che vogliamo fa’? La rimediamo ‘sta situazione sì o no? 🙂

    Scherzi a parte… basta assense dal blog, abbiamo bisogno di sapere cosa ti succede e se non ci sono i tuoi post mi tocca far colazione con quelli dei blog di fuffa… e non è cosa ne’ buona ne’ giusta!

    Se ti può far contenta… fai venir voglia di andare a Londra!

    Reply
  2. Eh si, le tue vagonate di popcorn con mio solito commento annesso “Come sei zozza!” mi mancano proprio!!

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  3. Welcome back! =)
    che voglia di ritornar su…

    Reply
  4. e…quando esce in italia?? ho già i fazzoletti pronti!! poi, se c’è Jim più che mai…!
    ecco, direi che se il tempo ci è amico, esce quando sei già a firenze e quindi mi ci porti, che tanto qualche battuta in inglese te la sei persa! 😉

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  5. Cara, io presto sarò a Ldn e voglio prendere un caffè con te eh! (O un tè dai…)

    Reply
  6. @ Mattia : oh noooo.. i blog di fuffa noooo!! Sono molto contenta di trasmettere un po’ della mia infatuazione londinese, ma… ‘sta situazione la rimediamo presto, dai! Mi mancate!

    @ Marianna : cara amiha, ogni volta che vado al cinema (a proposito, proprio oggi è uscito un nuovo adattamento di Jane Eyre: NON POSSO perdermelo… non posso!) ti penso accanto a me tipo coscienza/grillo parlante. Non funziona. Popcorn forever and ever. 😀

    @ Giusy : last minute! RyanAir! Dai!

    @ Didò : oh yes, lo rivedo molto volentieri… Ho già i kleenex pronti!

    @ Chiara : certo! can’t wait 🙂

    Reply

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