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Category Archives: Altrimenti ci arrabbiamo

Zio Walt

«Datemi una maschera, e vi dirò la verità.» [#cit]

Tutta colpa di Monti, sicuri?

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Cinquantotto

Per ragioni a me ignote, si è diffusa questa credenza secondo la quale affiggere ad una parete un foglio con sopra riportato il magico numero terrebbe lontane mosche e zanzare.

Secondo il principio “io non ci credo, però non si sa mai, quindi nel dubbio intanto lo faccio”, una collega ha attaccato un Cinquantotto rozzamente disegnato su un bel cartoncino A4 bene in vista nel suo ufficio. Perchè mosche e zanzare non se ne vedono molte da queste parti, in compenso rompiballe come se piovesse. Read the rest of this entry

Col senno di poi

Col senno di poi, tornassi nel 1994, con l’armadio tappezzato di poster di Cioè dei TakeThat, mi piacerebbe Howard, che ha degli addominali da urlo ed è sempre stato un figo clamoroso, mica Mark, che era la più femmina di tutti i Take That. Però continuerebbe a piacermi Dylan invece di Brandon, perchè il fascino del tormentato tutto broncio sexy e infanzia difficile, vuoi mettere. E comunque gli rifarei il guardaroba, per inciso, ché non si poteva guardare. Read the rest of this entry

I sassolini, le scarpe e i “ma anche no”.

Avvertenza: post perfido – per controbilanciare l’overdose zuccherina delle settimane passate, che tra Natale e Capodanno e feste varie e film strappalacrime in tv, ora ci sta anche bene. D’altra parte, è ufficialmente il 7 Gennaio, ed è passata anche l’Epifania che, come è noto, tutte le feste si porta via… Read the rest of this entry

Uomo del mio tempo

Questo post nasce di getto, e si porta dietro un paio di riflessioni sulla politica italiana che sto meditando da un po’. Venerdi scorso incappo in questo tweet:

e rimango allibita. Paleso le mie perplessità nella scelta del linguaggio: gli avversari politici non si odiano. E’ questa concezione malata che ha portato la politica italiana così in basso. Read the rest of this entry

…e poi c’è chi lavora.

C’è chi… passa le ore al telefono istruendo passo passo giovani inesperti cuochi sulla modalità di cottura degli spaghetti e di scongelamento del pesto in freezer.

C’è chi… arriva in ufficio, esce dopo mezz’ora per una commissione lavorativa urgente e rientra con i capelli di un altro colore.

C’è chi… durante l’orario di lavoro usa l’ultimo modello in dotazione al parco auto aziendale, che poi vedi parcheggiato per due ore fuori dalla palestra più “in” della città.

C’è chi… un caffè dura venti minuti. Se in terrazza c’è il sole, anche tre quarti d’ora. La vitamina D fa bene. Read the rest of this entry

When the things get tough, the tough get going

ovvero:

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

Quasi due mesi fa ho assistito per la prima volta ad una partita di football americano: un paio di considerazioni…

Gallia est omnis divisa in partes tres

Ogni squadra è divisa, al suo interno, in tre sotto squadre. C’è il defence team (la difesa, questa è facile), l’offence team (l’attacco, ci si arriva, dai) e poi, rullo di tamburi… lo special team. Adesso. Già la terminologia vi dovrebbe chiarire l’origine geografica di questo sport: è la patria di Rambo, possono mai essere modesti nel dare il nome alle formazioni? No, appunto. E poi: ma chi sono? Cosa fanno? Gli SQUAT del football? I SEALS della palla ovale? La task force che entra in campo quando le cose si mettono male di brutto? Qual è esattamente il ruolo di questi special ones? La risposta é: non lo so. Il che ci porta direttamente al prossimo punto.

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