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Tag Archives: amore

Se l’avesse cantata così

diaperQualche anno fa scopro questo video: Mia Martini, durante uno degli ultimi concerti, racconta al pubblico un aneddoto legato a “Gli uomini non cambiano” e a Fabrizio De André. Prima di presentare quello che è probabilmente uno dei suoi brani più famosi a Sanremo nel 1992, la cantante ha qualche perplessità circa un particolare verso: “Gli uomini che nascono / sono figli delle donne / ma non sono come noi”. Allora chiede a De André un consiglio su come poter cambiare quelle frasi – scritte, neanche a dirlo, da tre uomini –  che lei considera un po’ troppo scontate, ovvie. Fabrizio risponde così:

Eh, cosa vuoi dire… “Gli uomini non cambiano, sono figli delle donne ma si fanno i cazzi suoi.” Read the rest of this entry

Un cuore a misura di oceano

 

 

 

Conosco delle barche che restano nel porto
per paura che le correnti le trascinino via troppo forte.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto,
per non avere mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire.
Hanno paura del mare a furia di invecchiare,
E le onde, mai, le hanno portate altrove.
Il loro viaggio è finito prima di cominciare. Read the rest of this entry

Macedonia, Didò e Hierba Buena

Serate tardoprimaverili, amiche, cocktail niente ombrellino e troppo ghiaccio, macchine con finestrini abbassati e autoradio che fa da sottofondo, chiacchiere fino a tardi. Conseguenza naturale? Si parla di uomini, ovviamente. Ma ci si spinge anche oltre: parliamo d’amore. Chi ce l’ha, chi non ce l’ha più, chi pensava di averlo e invece, chi forse l’ha trovato e chi ancora lo sta cercando.

A un certo punto V. se ne esce con la “Teoria della Sedia”. Sguardi perplessi, ma pronta arriva la spiegazione. L’abbiamo fatto tutti, da piccoli, il gioco della sedia. Quello dove i bambini erano sempre uno in più del numero delle sedie disposte in cerchio. Quello in cui serviva una certa prontezza di riflessi, agilità e scatto felino per accaparrarsi il posto sull’ultima seduta disponibile, prima che uno dei grandi premesse il tasto “Stop” dello stereo e la musica finisse. Che se la musica finiva e tu eri ancora in piedi, non c’era storia:  fuori dal gioco.

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