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Viva la Vie Bohème!

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Il mare e i cucchiaini

23 Maggio – 19 Luglio. Cinquantasette giorni. Muore prima Falcone, poi Borsellino. Vent’anni fa. Oggi.

«E allora ripetiamolo che Falcone e Borsellino non furono assassinati soltanto per una vendetta postuma di Cosa Nostra. […] Perché, è indiscutibile, si voleva così anche cancellare per sempre un metodo di lavoro, si voleva impedire che fosse riproposto e allargato. […] Erede di Falcone e del suo metodo era Borsellino: si fa saltare in aria anche lui. E perché lo si fa proprio in quel momento?» Read the rest of this entry

«Al diavolo i fiori!»

«Magari!» Così E. L. James, autrice di “Cinquanta sfumature di Grigio”, il primo libro della nuova saga che promette di rendere bollente l’estate 2012, risponde a chi le chiede se la piccante storia sia autobiografica.

Siccome detesto cordialmente chi (s)parla di un libro/film/argomento-a-scelta per partito preso e senza cognizione di causa – si, ho letto Moccia e Fabio Volo, pure – ho comprato e letto il famigerato libro. Cinque o sei anni fa ho fatto lo stesso con la saga di Twilight: mi sono fatta regalare tutti i libri per Natale, sinceramente stupita del fatto che le ragazzine dodicenni della classe di catechismo che seguivo all’epoca sembrassero tutte innamorate cotte di questo tal Edward. Una arrivò addirittura con una felpa che diceva qualcosa di lupi, agnelli… Insomma, dovevo riuscire a capire cosa c’era di tanto interessante in questo tizio. Premessa: io amo Harry Potter. Le avventure dello scarmigliato maghetto creato da J. K. Rowling (dev’essere un vezzo, questo delle iniziali puntate) sono riuscite ad avvincermi, farmi fare code infinite a mezzanotte in libreria, comprare edizioni diverse, in lingue diverse, illustrate e non: più di dieci anni dopo l’uscita del primo volume, non mi stanco di leggerle. L’intreccio è fenomenale: nel primo libro ci sono dettagli apparentemente insignificanti che diventeranno importanti nel settimo, il carattere dei protagonisti è sfaccettato, complesso, il vocabolario ricco e variegato. Le saghe mi piacciono, ritovare gli stessi personaggi e vedere come si evolveranno di volume in volume mi affascina. Cambiando genere e lasciando Hogwarts, la serie di polizieschi ideata da J. A. Konrath è una delle cose migliori che io abbia letto negli ultimi anni. Ironico, divertente, ben architettato, splatter al punto giusto, romantico q.b. – cioè poco, e va bene così. Scritto divinamente, soprattutto pensando che il personaggio principale è una donna (il tenente Jacqueline “Jack” Daniels, motivo per cui ognuno dei libri prende il nome da un famoso cocktail: Whiskey Sour, Bloody Mary, Rusty Nail…), il punto di vista del narratore quindi è femminile e l’autore, invece, un pacioso omaccione barbuto che, a giudicare dal suo profilo Twitter, dev’essere simpatico. Read the rest of this entry

Perché adoro mia madre – #2

Perché è una ballerina dell’anima.

Il mio primo amore sportivo è stata la danza classica (il secondo, il pattinaggio artistico). Dieci anni della mia vita dedicati a sembrare leggera, eterea, impalpabile, quasi (e poi dopo altri dieci a cucinare e mangiare cosicchè la leggerezza vabbè, ma sorvoliamo). Read the rest of this entry

20 anni, tante domande, nessuna risposta.

Quando, insieme agli uomini della sua scorta,  fu ucciso il Giudice Giovanni Falcone io ero piccola, avevo poco più di dieci anni, ma quel giorno, e molti mesi a seguire, lo ricordo bene. Me lo ricordo soprattutto perché mi colpì la preoccupazione dei miei genitori, e quando sei piccola è una cosa che ti rimane impressa. Dopo Capaci venne Via d’Amelio, Cosa Nostra ammazzò Paolo Borsellino e la sua scorta. Dopo ancora ci furono le bombe a Firenze, Roma, Milano: le stragi di mafia.

Ci sono tanti punti poco chiari in tutta questa faccenda, la verità chissà quanto è lontana e quando la sapremo davvero, noi cittadini normali, lontani dai palazzi del potere e dai loro intrighi. Ho letto molti libri su Falcone e Borsellino, scritti da persone più o meno informate, intellettualmente oneste, titolate a fregiarsi di appellativi quali “amico fraterno”, e alla fine le domande e i dubbi, lungi dal venire fugati, si sono moltiplicati. Allora, nel ventesimo anniversario dell’attentatuni, della morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, oggi, ne condivido qualcuna con voi. Read the rest of this entry

Zio Walt

«Datemi una maschera, e vi dirò la verità.» [#cit]

Tutta colpa di Monti, sicuri?

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Un anno. E’ tanto, è poco? E’ un traguardo che non mi aspettavo di raggiungere con un blog ancora attivo, soprattutto, come ben si ricorda chi mi ha aiutato a far nascere questo pezzetto di carta virtuale, e  si è sorbito tutte le mie paranoie “Non durerà un mese”. E incredibilmente c’è ancora gente che ha voglia di continuare a confrontarsi con me, chiedere, capire, farmi i cazziatoni se non scrivo per troppo tempo, farsi prendere da dubbi tipo “Oh, ma non è che quel post cattivissimo l’hai scritto perché ti rompo troppo le palle con Gaber, no?”, commentare. Gente che trova interessante leggere quello che scrivo, e legge tutto, sempre, anche se non commenta mai. L’altra sera ero ad un aperitivo, e stavo raccontando un episodio legato ad una persona; sono stata interrotta da: “Lo sappiamo, l’hai scritto nel blog”. Ancora mi devo riprendere, che un conto è scrivere di getto pezzi di vita come se avessi un diario, un altro è accorgersi che poi diventa senza lucchetto, quel diario, anche se i lucchetti dei diari dei quindici anni si aprivano schioccando le dita, praticamente. Read the rest of this entry

Sulla punta dei piedi

Visto che molte amiche sono appena diventate (o stanno per diventare) mamme, e il mio istinto materno è ipertrofico da più di tre lustri, oggi parliamo di bambini. Io ho una predilezione particolare per i bambini. Mi piacciono, e io piaccio a loro, di solito. Alcuni dei LavoriPrecari che ho fatto con maggiore soddisfazione, negli anni, hanno avuto a che fare con queste persone molto basse: la babysitter, l’animatrice dei Centri Estivi, l’Educatrice Teatrale nelle scuole. Mi piacciono i bambini per molti motivi. Ad esempio, perché sono francamente esilaranti.

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Fashion victims: cose che nessuno vi dice (ma dovrebbe)

Per noi figlie degli anni ’80, i leggins continueranno a chiamarsi fuseaux. E l’unico posto dove puoi indossarli con nonchalance abbinati solo ad una t-shirt è la palestra. Altrimenti, sei in mutande. Fattene una ragione.

Io lo capisco che sei cresciuta con i servizi di moda di Vogue e Elle e tutti questi giornali patinati dove sembra che  alla modella di turno abbiano pestato i calli subito prima di scattare la foto di copertina. E quindi sei convinta di essere tanto più misteriosa e fatale quanto meno sorridi. Ma nel mondo reale, nel mondo vero, la gente sorride. Mica sempre e mica tutta, ma quelli che sorridono di solito sono più simpatici. (Aneddoto: tanti e tanti anni fa, uno dei miei primi giorni di lavoro in TWU’, redazione. Dovete sapere che i giornalisti non salutano mai. A volte si salutano fra di loro, al massimo. Ma non salutano mai le banali e scialbe impiegate, ad esempio. Pfui. A me hanno insegnato che quando si entra in una stanza si saluta sempre per primi. Quindi è quello che faccio: arrivo in un posto, e saluto. E sorrido, che tanto non mi costa niente. Qualche giorno dopo, vengo fermata da un collega che mi fa, stupitissimo: “Ma tu… saluti sempre tutti. E poi sorridi. Non siamo mica abituati, qui.”) Prova, ogni tanto.

I capelli unticci fanno schifo. I capelli unticci con la ricrescita di dieci centimetri, anche. Non è che sono di moda perché li hai visti all’ultima fiamma dell’ex di Kate Moss. La quale, poraccia, probabilmente era troppo fatta per ricordarsi quand’è stata l’ultima volta che la sua chioma ha incontrato lo shampoo. Read the rest of this entry

Bomba libera tutti

[…] con un bisogno d’attenzione e d’amore troppo “Se mi vuoi bene piangi” / per essere corrisposti […]

Centinaia d’anni, di poesie, letteratura, canzoni e libri, e nessuna definizione più azzeccata di questa; una manciata di parole per circoscrivere il masochismo emotivo di chi ha paura della felicità, e sente di doverla scontare col dolore. Le conoscete anche voi, persone così? Quelli che non è amore se non fa soffrire? Quelli che si infilano in storie senza uscita, ben sapendo che sarà un gioco al massacro? Read the rest of this entry

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