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La Torta di Formiche Morte (Foodblog for dummies)

E da oggi inizio anche qui a condividere una delle cose che mi riescono meglio, oltre a passare i pomeriggi a leggere, fare il the e mettermi lo smalto perfettamente: cucinare. Chi mi segue su Twitter o Instagram (fantasia al potere: sono miparevastrano dappertutto)  e conosce ogni variazione di temperatura del mio umorale forno già lo sa: quando non mangio, io cucino. Spesso in verità cucino anche mentre sto mangiando, ma non sottilizziamo.

Avvertenze: siccome il web è invaso da foodblog realmente oRendi (francesismo), non vorrei proprio aggiungere miparevastrano alla lista. Quindi, diciamo che ogni tanto vi capiterà di vedere una ricettina su queste pagine, corredata da ignobili foto scattate con l’iPod. Io ci provo a processarle coi filtri per renderle meno ignobili, ma restano sempre misere foto scattate con l’iPod. Perdono.

Dicevamo: ricetta. Tortina nel vasetto sottovuoto. Si, si, nel vasetto. Quello della marmellata, o del tonno sott’olio, o della giardiniera. L’essenziale è che il barattolo che scegliete possa andare sottovuoto.  Da quando, qualche anno fa, lessi questo thread su Coquinaria, l’idea ha cominciato a farsi strada. Stranamente, non ho trovato molte foodbloggers italiche che si sono cimentate con questa preparazione, solo La KuoKa – che è sempre un passo avanti – e poche altre. All’estero – e specialmente in  Germania – invece, è un metodo di cottura e conservazione dei cibi ormai consolidato. Mi sono documentata, ho letto un sacco di post. Mi sono innamorata di un libercolo carinissimo, che aveva lo svantaggio di essere per l’appunto in tedesco, cosa che mi aveva turbato assai, non conoscendo io affatto il germanico idioma. Turbamento che è durato fin quando un angelo poliglotta con gli occhi blu lo ha comprato, me lo ha fatto arrivare dalle brume inglesi (evento testimoniato dalla foto in apertura di questo post) e si è offerta di tradurne le ricette per me. (Elena, sei un tesoro) E poi ho deciso di provare. Una rivelazione! E’ molto più semplice di quello che pensavo, si possono usare tutti i vasetti che normalmente si hanno in casa, basta che il diametro  dell’imboccatura non sia inferiore a quello del fondo del vasetto, altrimenti non potrete sformare la tortina senza romperla (ma potete sempre mangiarla col cucchiaino). Per capirsi: questo va bene, questo, invece, no. Ricordatevi solo di imburrare e infarinare bene il vostro vasetto prima di spatasciarci – termine tecnico insegnato al Cordon Bleu che indica l’atto di rovesciare con una certa malagrazia un impasto dentro un contenitore, come se doveste farla pagare cara a quel povero agglomerato di uova, farina&co –  il blob, e non fate casino sporcando tutto in giro. Io per adesso ho provato solo impasti morbidi, tipo plumcake  o muffins, ma come avete visto, Annalisa c’è riuscita benissimo anche con una crostata, e lei è una garanzia.

Ho provato la torta coi semi di papavero, utilizzando la ricetta trovata nel thread di Coquinaria. A me e a B., che ha fatto da cavia, avendola obbligata a prendersi omaggiata di un vasetto, è piaciuta un sacco. MammAurora ha soavemente commentato con: “Buono.  […] Però, ecco… Sembra di mangiare formiche morte”, per cui deduco che la quantità di semi di papavero fosse in effetti un filino esagerata per chi non ama le cose troppo semose. La volta prossima dimezzerò la dose.

Sfortunatamente, i vasetti di Torta di Formiche Morte sono comunque stati tutti spazzolati prima che io potessi anche solo provare a fare una foto, quindi nisba. Però sul mio profilo Instagram potete vedere la foto di un altro esperimento in a jar realizzato l’anno scorso e mangiato l’anno dopo ancora, che ha avuto anche l’approvazione di MammAurora: muffin ai mirtilli. Il che ci porta a due conclusioni: se non siete la reincarnazione di un pennuto, come me, e non amate smodatamente tutti i tipi di semini, iniziate con una roba classica. Due: Questi dolcetti durano un’eternità, e sono ideali da tenere in dispensa, dove potrete dimenticarli tranquillamente per mesi e mesi, e poi tirarli fuori quando avrete molta voglia di qualcosadidolce, ma molta poca di accendere il forno e prepararvelo. L’unica cosa importante è controllare che il barattolo abbia mantenuto il sottovuoto.

 Fidatevi, provate! E pensatemi, quando aprirete il vostro barattolino e sformerete una (maxi)monoporzione di dolce che sembra appena uscito dal forno.

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One response »

  1. Ahahahah le formiche morte!!! 😂Muoro! Io le adoro! Mi fai schiantare come sempre, attendo altre cose golose cucinose! Un abbraccione! 😚😚😚

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