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Se l’avesse cantata così

diaperQualche anno fa scopro questo video: Mia Martini, durante uno degli ultimi concerti, racconta al pubblico un aneddoto legato a “Gli uomini non cambiano” e a Fabrizio De André. Prima di presentare quello che è probabilmente uno dei suoi brani più famosi a Sanremo nel 1992, la cantante ha qualche perplessità circa un particolare verso: “Gli uomini che nascono / sono figli delle donne / ma non sono come noi”. Allora chiede a De André un consiglio su come poter cambiare quelle frasi – scritte, neanche a dirlo, da tre uomini –  che lei considera un po’ troppo scontate, ovvie. Fabrizio risponde così:

Eh, cosa vuoi dire… “Gli uomini non cambiano, sono figli delle donne ma si fanno i cazzi suoi.”

A parte il fatto che sarebbe stato bellissimo se davvero l’avesse cantata così sul palco dell’Ariston e avrei pagato tutte le mie figurine di Beverly Hills 90210 per vedere che faccia avrebbe fatto Baudo, come al solito Fabrizio De André aveva colto nel segno. Il che ci porta a due considerazioni di massima:

  1. gli uomini non cambiano. Casomai, per non farsi troppo fracassare le palle, affinano l’arte di fare spallucce, portare fuori la spazzatura e fingere interesse quando parliamo dei saldi di H&M, ma non fatevi illusioni, ragazze. Non cambiano.
  2. là fuori, ci sono schiere di donne votate all’infelicità perpetua, che hanno questo istinto sadomasochistico di prendersi un uomo, pretendere che cambi, e poi dare fuori di testa se lui disattende un impegno che non s’è mai assunto.

Prendiamo ad esempio una donna X, infatuata (da un lasso di tempo che raramente supera qualche manciata di mesi, e questo è un dettaglio da non sottovalutare, come vedremo) del maschio Y. Poniamo il caso che, magari, a letto facciano scintille, ma siccome fuori dal letto nessuno è perfetto, in ogni altro ambito socioculturale in cui la allegra coppietta si troverà, saranno tragedie greche. Oppure che partecipino con profondo reciproco piacere a vernissage e convegni sulla morfogenesi e le anomalie dello sviluppo, ma poi il massimo della loro trasgressione erotica sia trascorrere le notti a giocare a burraco (e il burraco tira notoriamente fuori il peggio delle persone, specialmente se hanno più di sessanta anni e sono donne. Fidatevi. Ve lo dico per esperienza).

 Ora, X e Y sono chiaramente incompatibili. Evidentemente incompatibili. Per tutto il resto del mondo, tranne che per X. La quale si ostina a sostenere che la loro relazione sarà la più bella storia d’amore mai esistita. Magari, e questo è lo scenario peggiore possibile, pertanto quello che si verifica con una frequenza disarmante, arriva pure a sposarselo, Y. E lì son dolori. Perché, in un tempo medio che va dai 15 minuti al mesemmezzo successivo il fatidico “Si, lo voglio”, la derelitta X capirà di avere fatto la cazzata peggiore della sua vita. E secondo X la colpa di chi è? Di Y. Perché “è cambiato”. Oppure, ed è l’altro lato della stessa medaglia, perché “non è cambiato abbastanza”.

Adesso. Guardiamoci nelle palle degli occhi. Mi stai dicendo che ti sei sposata Mr. Doubtfire e ti ritrovi in casa Homer Simpson? Lastricava di rose la strada sulla quale posavi i tuoi regali piedini e adesso non ti degna di uno sguardo? Ripassavate il Kamasutra ogni sera e adesso non fate sesso da così tanto tempo che sul body di pizzo c’è cresciuto il muschio? Sicura sicura? Non è che, per caso, il poverocristo è sempre stato così ma tu rifiutavi di ammetterlo per ______ (completare con la risposta più appropriata allo specifico caso. *Perché ho trenta/quaranta/cinquant’anni e una paura del diavolo di invecchiare da sola. *Perché la società ti bolla come quellastrana, se hai trenta/quaranta/cinquant’anni e non hai un uomo accanto. *Perché il massimo della vita per lui è spalmarsi sul divano e giocare a Resident Evil, ma siccome io andrei in discoteca ogni sera, vedrai che poi diventa John Travolta. *Perché siccome il sesso era fantastico, speravi che aldogiovanniegiacomo si sbagliassero . *Perché l’orologio biologico ticchetta e io voglio un figlio, e se mi devo accollare pure un uomo vabbè, che sarà mai. *Perché non s’è mai neppure preparato il caffè da solo, ma una volta che saremo in casa insieme, vedrai che mi aiuta, con le pulizie. *Perché la sua vacanza ideale è mimetizzarsi il più possibile con la sdraio, ma dal momento che io adoro l’avventura, stai tranquilla che si trasforma in Indiana Jones.)

Se c’è una sola cosa che posso dire di aver imparato dalle mie esperienze sentimentali, è questa: gli uomini non cambiano (nemmeno le donne, eh, sia ben chiaro, ma siccome fra i miei conoscenti  “donne disperate perché lui è cambiato troppo oppure non è cambiato per niente” batte “uomini” 10 a 1, qua parliamo di maschi.) e qualunque pretesa di credere il contrario, oltre ad essere una violenza insopportabile per il poveraccio che vi sta accanto, farà di voi creature tristi e disilluse. Matrimoni naufragati miseramente, coppie che si punzecchiano in continuazione – preferibilmente davanti ai rispettivi amici così è più umiliante, relazioni sempre sull’orlo di una crisi di nervi, e tutto per colpa di donne che non ammettono la più semplice delle verità: un conto è smussare qualche spigolo un po’ troppo appuntito, un conto è incontrare Blob e pretendere che diventi Iron Man. La verità, tesoro, è che tu hai sposato Blob, ma per qualche ragione che il buon Freud si divertirebbe ad indagare, ti sei autoconvinta che, in fondo, dietro quell’ammasso gelatinoso si celi Robert Downey Jr. E tu lo hai sempre intuito che lui in realtà era Blob, e se avessi atteso un po’ più di tempo prima di (auto)convincerti che fosse Mr.Right ne avresti anche avuto la matematica certezza, perché nessuno riesce a mentire così bene per così tanto tempo. Le avvisaglie della Blobbitudine c’erano tutte, ma tu hai scelto di ignorarle, per poi inveire e piangere sulle comprensive spalle di conniventi amiche, che se davvero fossero tali dovrebbero dirti l’unica cosa che non vorresti mai sentire: “Tu lo sapevi, e anche piuttosto bene”.

Insomma, vent’anni fa la povera Mia Martini ce lo cantava, De André glielo ribadiva, e noi ancora non ce ne facciamo una ragione.  Ricordate, sorelle: non potete cambiare un uomo, a meno che non porti il pannolino.

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4 responses »

  1. Bellissimo e sacrosanto questo post: complimenti per la scrittura assolutamente coinvolgente e irriverente e per l’analisi direi perfetta!! brava

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  2. ehm ehm….ma nun sè pò barattare un “blob” con un “robert coso un”???….no??

    vabbè…
    a parte gli scherzi….è vero….
    e comunque penso che a volte siamo anche noi donne ad essere esagerate….

    Reply
  3. Io sto tentando di crescere un Uomo decente, parlo di quello che in casa mia porta ancora il pannolino e va all’asilo nido. So però che per quanto io possa essere brava nel mestiere di mamma quando lui sarà cresciuto troverà sempre una Donna che gli dirà “quando ci siamo conosciuti eri diverso, migliore” 🙂

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  4. @robyzante: Grazie, sei gentile! (oh, a proposito, leggo dal tuo blog che tra breve ci sarà un nuovo arrivo in famiglia… congratulazioni!)

    @iberadidire79: sul fatto che noi femminucce a volte meriteremmo (più di) una craniata, sono molto d’accordo.

    @Maiko76: Paculino avrà una schiera di zii&zie con la spada sguainata a difenderlo!

    Reply

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