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Fashion victims: cose che nessuno vi dice (ma dovrebbe)

Per noi figlie degli anni ’80, i leggins continueranno a chiamarsi fuseaux. E l’unico posto dove puoi indossarli con nonchalance abbinati solo ad una t-shirt è la palestra. Altrimenti, sei in mutande. Fattene una ragione.

Io lo capisco che sei cresciuta con i servizi di moda di Vogue e Elle e tutti questi giornali patinati dove sembra che  alla modella di turno abbiano pestato i calli subito prima di scattare la foto di copertina. E quindi sei convinta di essere tanto più misteriosa e fatale quanto meno sorridi. Ma nel mondo reale, nel mondo vero, la gente sorride. Mica sempre e mica tutta, ma quelli che sorridono di solito sono più simpatici. (Aneddoto: tanti e tanti anni fa, uno dei miei primi giorni di lavoro in TWU’, redazione. Dovete sapere che i giornalisti non salutano mai. A volte si salutano fra di loro, al massimo. Ma non salutano mai le banali e scialbe impiegate, ad esempio. Pfui. A me hanno insegnato che quando si entra in una stanza si saluta sempre per primi. Quindi è quello che faccio: arrivo in un posto, e saluto. E sorrido, che tanto non mi costa niente. Qualche giorno dopo, vengo fermata da un collega che mi fa, stupitissimo: “Ma tu… saluti sempre tutti. E poi sorridi. Non siamo mica abituati, qui.”) Prova, ogni tanto.

I capelli unticci fanno schifo. I capelli unticci con la ricrescita di dieci centimetri, anche. Non è che sono di moda perché li hai visti all’ultima fiamma dell’ex di Kate Moss. La quale, poraccia, probabilmente era troppo fatta per ricordarsi quand’è stata l’ultima volta che la sua chioma ha incontrato lo shampoo.

Capitolo tacchi. Requisito imprescindibile: impara a camminarci, se proprio ti vuoi mettere i trampoli di quindici centimetri. Ho sentito di alcune geniali persone che consigliano di provare le scarpe nuove nelle corsie dei supermercati, perchè la superficie è liscia e priva di ostacoli. Chi l’ha scritto, evidentemente non ha un tubo da fare e può perdere un’ora a fare le prove tecniche di camminata-sui-tacchi. O non fa mai la spesa di sabato pomeriggio: altro che ostacoli, lì devi armarti di kalashnikov per sterminare le vecchiette inferocite. Qualche altro fashion-genio sostiene che il modo migliore di familiarizzare coi tacchi sia metterli quando si porta fuori il pargolo con il passeggino, così ti ci puoi appoggiare. Chi l’ha scritto, evidentemente non ha un figlio, o se ce l’ha, lo narcotizza prima della passeggiatina. Chiunque sia pargolo munito (o lo sia stato anche per poco, causa babysitteraggio) non scriverebbe mai una cazzata sciocchezza del genere. Alla quindicesima volta che: *scaraventa il ciuccio/la schiacciata/il peluche e tu devi correre a riprenderlo, *inizia a frignare perché si è scocciato di stare seduto e  vuole essere preso in braccio/camminare spingendo il passeggino *si sbrodola felicemente col succo di pera, e tu devi fare avanti e indietro con le salviettine umidificate, ti garantisco che starai maledicendo l’idiota che ha scritto il praticissimo consiglio, e te stessa per avergli dato retta.

Ci sono pochissime persone che riescono ad essere stilose qualsiasi cosa indossino. La mia amica M., con mia grande ammirazione, è una di queste. Datele una sciarpa, una borsa enorme e un paio di ballerine, e avrete la versione bionda, aggiornata e 2.0 di Audrey Hepburn. Il resto di noi miseri mortali deve rassegnarsi all’idea di dover prestare un po’ di attenzione a ciò che indossa, se non vuole passare per la versione riveduta e corretta di Sbirulino.

A proposito di Sbirulino: il trucco. Prezioso alleato di ogni fanciulla, la parola d’ordine dovrebbe essere: moderazione. (Dovrebbe anche essere buon senso e ma ce l’hai uno specchio in casa?, ma mi limiterò) La mia fantastica mamma mi ha insegnato che non si esce mai di casa senza un velo di trucco. Però un velo. Non un tappeto. Vedo quindicenni truccate che neanche Lady Gaga. E finchè sono quindicenni, la gioventù gioca a favore… il problema è quando sono donne col doppio degli anni, o di più. Allora io vi prego, vi prego. Se doveste mai vedermi per strada truccata in modo tale che sembra mi abbiano appena ricoperto di cemento la faccia, prima assicuratevi che non stia andando in teatro a fare le prove per uno spettacolo. Subito dopo, se la risposta fosse negativa, avete il permesso di prendermi per i capelli e inondarmi di latte detergente.

Fine delle comunicazioni. Per il momento…

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One response »

  1. Bellissimo! Mi permetto di aggiungere una postilla relativa allo smalto. Colori e accuratezza non sono proprio un optional. Meglio senza se si deve finire per esibire lo smalto smangiucchiato di qualche giorno e un colore improbabile da pastelli Giotto! Quando le mie figlie erano adolescenti una andava in giro completamente disadorna che sembrava la “sposa cadavere” e l’altra dipinta come una tavolozza di Picasso. Buona giornata!

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