RSS Feed

“Gli sconosciuti sono lì apposta per essere conosciuti, prima o poi”

Lavorando nel Dorato Mondo della TWU’, a volte capita che gironzolino per questi ameni corridoi persone famose. L’ultima risale giusto al mese scorso, quando per festeggiare il Santo Patrono degli innamorati (no, in relatà perché è in tour nei teatri con Cyrano) c’era Alessandro Preziosi. Sono passati di qui Fiorello, Luca Zingaretti, David Riondino, Stefano Bollani, Raphael Gualazzi, insomma, vippiùomenovip mi sono passati accanto, hanno mangiato alla stessa mensa (pochi e buon per loro), preso il caffè allo stesso bancone (molti, God Bless Coffee) o condiviso l’angusto spazio di un ascensore.  Ogni volta che mi capita di dirlo agli amici le reazioni sono molteplici, ma tutte più o meno sul filone: “OMMIODDIOOOO!!! E perchè non ti sei fatta la foto abbarbicata tipo koala? Non hai chiesto l’autografo? Non li hai tampinati all’uscita? Non ti sei imbucata nel taxi? Non li hai aspettati nella hall dell’albergo?”

Uhm.

Il fatto è che io, come dire… non subisco molto il fascino dei personaggi famosi. Ad essere sinceri, non lo subisco affatto. Cioè, sono abbastanza esuberante (per non dire: faccia di bronzo storica), mi piace proprio tanto conoscere persone nuove, ma è una cosa un po’ diversa. Gli sconosciuti sono lì apposta per essere conosciuti, prima o poi: questa massima potrebbe essere il mio motto (insieme a: Io amo perdermi) e, nel tempo, l’ho presa proprio sul serio. 

Due anni fa (quando mi iscrissi a Twitter) andai in un ristorante pieno di gente che non avevo mai visto nella vita, soltanto perchè qualcuno lanciò nell’etere l’idea del #pizzatwitFirenze.

LostinLondon, ho preso un treno e vagato nelle campagne inglesi per andare a conoscere Elena & i suoi tappetti. Alla stazione di Liverpool Street, io e Sonia ci siamo girate intorno dieci minuti con i cellulari incollati alle orecchie cercando di descrivere come eravamo vestite per poterci riconoscere in mezzo a centinaia di persone (si, ecco, Sonia: non siamo state proprio furbissime, eh…).

Di recente, un simpaticissimo speaker gattofilo mi ha fatto da Cicerone per i meandri di una delle Radio più fighe d’Italia e poi a caccia di ristorantini in uno stupendo sabato milanese, che è finito con pancia piena e male alle mascelle a forza di ridere.

Tutta gente che non avevo mai visto prima, e che sono felicissima d’aver incontrato – anche se “stalkerato” forse sarebbe la definizione più esatta, visto che nella maggior parte dei casi la conoscenza è passata da “virtuale” a “reale” perchè io e la mia faccia di bronzo abbiamo tampinato i malcapitati al grido di “Hey! Sono a Londra/Milano/Cheshire/Wherever: incontriamoci, dai!” Sicuramente sarò stata anche fortunata, avrei potuto avere a che fare con gente odiosa (o, peggio, noiosa). Invece, la mia convinzione che conoscere “live” gente dalla quale di solito mi separa lo schermo di un computer sia un’idea luminosa, si è rafforzata moltissimo.

Io vi ho avvisati…

Advertisements

4 responses »

  1. ehhh pero’ zingaretti.
    😉

    Reply
  2. Vero! La rete crea delle belle opportunità per incontrarsi e dopo i quindici anni appendersi in ascensore ad un divo della tv non è dignitoso. Un caffè e quattro chiacchiere tra persone comuni però non li rifiutiamo ma nessuno, vip inclusi se hanno qualcosa di interessante da raccontare 😉

    Reply
    • …senza contare che gli ascensori qui sono così vetusti che è capitato più di una volta si bloccassero con qualche malcapitato dentro. Quindi non c’è bisogno di strategie complicate, basta aspettare!

      Reply

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: