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Bibliofilia, Bookcrossing e altri sogni

Uno dei miei cartoni animati preferiti in assoluto è “La Bella e la Bestia”. Sempre stato, fin da piccola. Mi sono spesso sentita un po’ Belle, che non aveva quella grazia eterea delle varie Cenerentole e Biancanevi, e nemmeno il fascino misterioso ed esotico di Jasmine, Mulan o Pocahontas. [Permettetemi un piccolo inciso: parliamo di questa poraccia di Pocahontas. Che in tutta la storia di tutte le principesse/protagoniste della Disney, è l’unica sfigata a cui gli sceneggiatori non hanno concesso il lieto fine. Ma che cavolo… avevate già fatto uno strappo alla regola per Ariel e il suo rintronato principe, che poi va tutto a finire bene e si sposano e vissero felici e contenti – quando invece la vera storia è una delle favole più tristi che siano mai state scritte, e da bambina mi sono fatta dei pianti sul librone della nonna che ancora se ci penso mi viene il magone. E perché Pocahontas no? Eh? Ariel ha il fiocco rosso? Eh? Spero che Nonna Salice vi faccia inciampare in tutte le radici di tutti gli alberi che incontrate. Razzisti che non siete altro.]

La caratteristica fondamentale che da bambina mi faceva prediligere Belle era il suo amore per i libri, che dagli abitanti del villaggio era visto come una stramberia, e quel microcefalo di Gaston infatti le dice: “Non è giusto che una ragazza legga. Le vengono in testa strane idee, e comincia a…. pensare.” (e quanti ce ne sono, ancora oggi, che magari non te lo dicono così, però, in fondo… con qualche variazione sul tema… un paio di perifrasi…)

Da piccola ero una bambina che divorava volumi su volumi, preferivo ricevere in dono un libro a un giocattolo, che poi magari la bambola si guastava, e invece i libri no, non si guastano mai; ancora oggi, ci sono due tipologie di regali che chi mi conosce sa che mi fanno felice:

Qualcosa per cucinare – uno stampo per muffins o torte, un libro di ricette, un ingrediente particolare, un pacco di biscotti, un attrezzo divertente, una pentola colorata, una tazza simpatica. (grazie agli amici che durante queste feste mi hanno regalato una o più di queste cose, vi adoro!)

Un libro – uno qualsiasi, sono tendenzialmente onnivora: va bene Fabio Volo e Dostoevskij, un saggio storico sulla vita di Napoleone e una raccolta di poesie di Pascoli, un ricettario sul cioccolato o l’opera omnia di Calvino, il catalogo dell’ultima mostra degli Impressionisti o la trilogia di Larsson. E’ vero che un libro è come un profumo, è un dono molto personale, quasi intimo, ma mi piace proprio per questo, sapere che una persona ha speso dieci minuti del suo tempo per me, girovagando tra gli scaffali di una libreria pensando “Questo mi sa che potrebbe piacerle”, o regalandomi uno scritto del suo autore preferito che magari ancora non conosco, sperando che me ne innamori anch’io. Una dritta: se non sapete cosa regalarmi, andate sul classico. Con Jane Austen o Dante non si sbaglia mai. Naturalmente ho le mie preferenze e capita che mi venga regalato un libro proprio brutto, o che assolutamente non incontra i miei gusti, e allora la soluzione é: Bookcrossing. Ho  troppi libri belli per poter avere spazio anche per quelli brutti, ma preferirei tagliarmi una mano piuttosto che buttarne via uno. Invettiva contro gli snob che “Fabio Volo e Moccia al rogo” senza averli mai letti: siete un pochino patetici, e non avete neanche la scusante dei bambini piccoli che non assaggiano le verdure a prescindere, “perchè no” (ecco, questa è una cosa che non mi è stato mai concesso di fare, probabilmente è per questo che adesso leggo tutto. A casa mia, se non finivo una cosa a pranzo, me la ritrovavo la sera a cena. E poi ancora il giorno dopo. Alla fine, la mangiavo perchè così dopo potevo avere quello che davvero mi piaceva. Sono stata educata così. Il risultato è che adesso non mi viene in mente un solo cibo che non mi piaccia. Dannazione.)  Magari questi pseudointellettuali sono gli stessi che durante il tormentone Dan Brown si lanciavano in dissertazioni acute sul Codice Da Vinci non avendo mai letto nemmeno quello, ma parlarne fa tanto chic…

Dopo queste premesse, capirete che vivere una scena del genere, per me sarebbe un sogno, Bestia o non Bestia:

Ho una specie di timore reverenziale per le biblioteche, un po’ come quando entro in una chiesa. A Firenze ci sono molte bellissime biblioteche pubbliche, ma la mia preferita è la Marucelliana, che corrisponde in toto al canone estetico che ho su come dovrebbe essere una biblioteca (canone, sospetto, pesantemente influenzato dal video che avete appena visto). Legno scuro ovunque, libri  accatastati fino ai soffitti… chiudetemi lì dentro e farete di me una persona felice, ma prima date un po’ d’olio alla porta della sala di lettura, per amor del Cielo, che ogni volta che qualcuno entra o esce è una tortura.

Vi lascio la mia scoperta di ieri (il video nella homepage fornisce una spiegazione più che convincente al fatto che dalla libreria della mia camera sparisca sempre qualcosa e al mattino la porta sia misteriosamente aperta, quando io l’avevo chiusa. Altro che Toy Story.) La prima cosa che farò se mai andrò a Toronto, sarà andare a stringere la mano ai proprietari del Type Bookstore (anche su Twitter). Complimenti per il sito.

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7 responses »

  1. sugli snob letterari sfondi una porta aperta.ci sono persone che danno giudizi assoluti anzichè semplici opinioni personali.E’ giusto dire se un libro piace oppure no,sacrosanto,ma basta,bisogna fermarsi lì!!!i gusti nella lettura,come in ogni altro settore, sono personali

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  2. Tutte le fiabe, ok questi tutte, finiscono con i due che, cosi’ ci viene raccontato, vivono in insieme per sempre. Ma siamo sicuri che sia un lieto fine?

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  3. hai dato voce ad ogni mio pensiero, ai miei sogni!!!

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  4. Francy…geniale come sempre! e sopratutto in piena sintonia con i miei pensieri 🙂 e il libri animati di Type Books mi hanno lasciato senza fiato! grazie, mi hai fatto cominciare bene la giornata! (effettivamente è un po’ tardi ma in ogni caso…;)

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  5. Ho letto spesso autori che ritenevo non mi sarebbero piaciuti, perché mi sembra giusto provare tutto e non decidere sulla base di un’esperienza altrui.
    Non ricordavo la scena della libreria, ma il film l’ho visto ormai da adulto, con mia figlia, e non era uno di quelli che guardava spesso.
    L’ho condivisa su FB, perché trovo bello che qualcuno si emozioni per dei libri. Mi viene in mente La bambina che salvava i libri (l’ho sto leggendo ora). Anche qui la protagonista si emoziona alla vista della libreria del sindaco (lettura consigliata, anche per molti altri motivi).
    Carlo
    ww.menzinger.too.it

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  6. La mia metà mi ha spedito il link del tuo blog dicendo “mi sa che questo ti piace…” e infatti sono qui a curiosare e a commentare… I libri sono sempre stati la mia passione primigenia, Belle mi è sempre piaciuta… Il bookcrossing l’ho usato più di una volta per non buttare libri che non trovavano spazio nelle mie librerie. Tornerò a trovarti. Viviana

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  7. Arrivo in ritardo, ma prima o poi arrivo….

    @ florence71 : sono proprio d’accordo.

    @ LIberty : mmmmh…. no. In effetti non siamo tanto sicuri, dopotutto.

    @ Deborah : ma che bello, grazie!

    @ Veronica Morelli : sei troppo dolce 🙂

    @ Carlo Menzinger : il libro che consigli non l’ho letto, ma ho sentito diverse recensioni positive: è in lista d’attesa!

    @ stravagaria : grazie Viviana 🙂 E grazie anche alla tua dolce metà: siete i benvenuti!

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