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Un’orgia di gratitudine

Non credo agli oroscopi. Però li leggo; ma solo se sono scritti bene, se sono divertenti, ironici, interessanti. Se – soprattutto – indipendentemente dalle previsioni per il mio terribile (così mi è stato detto) segno zodiacale riescono a fornirmi spunti di riflessione. Due nomi su tutti. Leggo sempre l’oroscopo di Antonio Capitani su Vanity Fair (amici maschi, Capitani oroscopeggia pure su La Gazzetta), perchè è di una simpatia e intelligenza disarmanti, non se la tira da santone, rispetta le idee altrui, le sue previsioni mi fanno spesso ridere alle lacrime e l’idea che le donne del mio segno zodiacale possano uccidere i mariti fedifraghi con le melanzane sott’olio al botulino mi ha conquistata.

Oltreoceano, mi piacciono le previsioni di Rob Brezsny, famoso anche in terra italica per la pluriennale collaborazione con L’Internazionale. Di recente, il consueto oroscopo settimanale era introdotto da questa domanda:

Lampadina accesa. Ecco pronto un bell’esercizio spirituale, con buona pace del povero Sant’Ignazio di Loyola, che immagino non li avesse progettati pensando a un astrologo senzadio. Un antidoto contro i soggetti malevoli e musoni, quelli che non ridono mai, che ti mettono di malumore solo a guardarli: ne conoscete qualcuna, di persone così? Sempre pronti a lamentarsi della proprio vita e a (s)parlare della tua; a quei due o tre vampiretti di buonumore che provano a disturbare le mie giornate ma non ce la fanno… beccatevi quest’orgia di gratitudine! E sorridete un po’, su… che la vita è bella!

  1. sono grata per la mia famiglia. E sopra tutti per mia madre, una donna che non si è mai fatta abbattere dalle sonore bastonate della vita, che è incapace di controbattere con cattiveria alle cattiverie che le vengono rivolte, perchè ha capito che provengono da persone più tristi di lei, e le compatisce e mi ha insegnato a fare altrettanto. Per mia nonna, che se io diventassi forte e bella e amorevole la metà di quanto lo è lei, sarei una persona realizzata.
  2. sono grata per i miei amici. Non sono poi tanti, ma sono preziosi. E’ difficile che io chieda aiuto, perchè sono testona e orgogliosetta e soprattutto incredibilmente pudica per quello che riguarda i miei sentimenti, ma quando negli ultimi tempi è successo, ho sempre trovato persone che mi hanno sostenuta e tenuta per mano. Ad esempio I., che ha passato ore e giorni impegnata in ricchissimi monologhi al telefono, cercando di convincermi che no, non sarei morta sola e triste anche se ero appena stata piantata, mentre io piangevo così forte da non riuscire nemmeno a parlare. V., che ha una vita sentimentale così complicata che le mie avventure in confronto sembrano quelle di Santa Maria Goretti e mi fa sentire utile e mi permette di trafficare nella sua cucina come se fosse mia. Tutti i Paculi al completo: vi amo. Sono grata per chi è tornato, per chi è rimasto e per chi non se ne è mai andato. La mia vita è più bella da quando ci siete.
  3. sono grata per il mio lavoro, perchè mi sveglio la mattina con il sorriso sulle labbra. Svanisce quando devo passare le giornate a trascrivere su tabelle Excel  i dettagli di centinaia e centinaia di materiale che persone poco lungimiranti hanno scritto con grafia incomprensibile su una Smemoranda nell’arco di più di dieci anni, e il computer l’avevano già inventato da un bel pezzo. Ma poi… una Smemoranda. Per piacere. Almeno una Moleskine. Un po’ di stile, perbacco.
  4. sono grata per le difficoltà, perchè non mi ricordo chi l’ha detto, ma credo profondamente a questa cosa che che Dio non ti mette mai di fronte ad una prova senza darti anche i mezzi per superarla. Ecco, magari certe volte questi strumenti sono nascosti parecchio ma parecchio bene, e allora un po’ di scoramento ci sta, però a quel punto vado a rileggermi i punti 1 e 2 e penso che ce la posso fare, forse.
  5. sono grata per il mio cappotto rosso piripiri e per il mio fichissimo Barbour a stampa floreale, perchè mi ricordano due esperienze che mi hanno arricchita in un modo che non potevo nemmeno prevedere. Il cappotto è il primo viaggio con le amiche, un viaggio verso il dannato Oceano che non finiva mai, un bed&breakfast piccolo piccolo, un dizionario comprato in fretta e furia e montagne di patatine fritte e francesiñe ad ogni ora del giorno e della notte. Il Barbour è la scoperta che posso cavarmela da sola, e  cavarmela bene: è Londra, è cibo libanese e chiacchiere in una lingua che non è la mia, birre alle tre del pomeriggio e cupcakes a mezzanotte. Tutti e due, insieme, sono io.
  6. sono grata per quello che ho imparato negli ultimi due anni. Su tutto, ho imparato che «La gioia non è semplicemente una questione di temperamento, è sempre difficile mantenersi gioiosi.» La piccola suorina di Calcutta aveva ragione. Ci vuole un impegno sconfinato, ma certe cose aiutano a non mollare. Herman Hesse diceva che «Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza» (capito, vampiretti?) Allora, proviamo invece a occuparci delle cose per cui rendere grazie, quelle che ti fanno iniziare la giornata con uno stiracchiamento da gatto, gli occhi abbottonati e un: “Buongiorno, mondo!” anzichè con un grugnito e un: “Mavaffmaporcputtmachecazzmasongiàinritardo”.
  7. Sono grata per le mie acquisite abilità spadellatorie, perchè è una forma di amore anche questa. Che poi, nascere in una famiglia dove ogni singolo esponente di sesso femminile cucina meglio di Vissani è un problemone. E prima il complesso d’inferiorità, e poi l’ansia da prestazione: quando un nuovo piatto viene promosso dalla mamma con un “rifaccelo!” e dalla nonna con un “brava la me puteina!” che a dispetto dell’omofonia con una parola poco simpatica è solo un vezzeggiativo affettuoso emiliano… son soddisfazioni. (Mio padre non fa testo, mangia tutto quello che cucino e invariabilmente dice che è la cosa più buona del mondo. Ma questo è perchè mi vuole bene, più che per effettivo apprezzamento, sospetto… Fratello è la giusta via di mezzo tra i nostri genitori) Quando invece sforni una caterva di biscotti, la mamma assaggia e sentenzia: “Non mi piacciono! Sono piccanti.”, capisci che forse il cardamomo è un esotismo ancora troppo complicato da inserire nei menù familiari. E vabbè.
  8. sono grata per la sensazione di sicurezza che provo quando torno a casa dopo una giornata vorticosa e crollo a letto modello baco-pre-farfalla, avvolta dal megapiumone Ikea. Mi fa tristezza pensare alle persone che, pur stravolte, rimandano ancora e ancora il momento di rientrare, alla sera, perchè il luogo che li attende è freddo anche con venticinque gradi e  il riscaldamento centralizzato, e non c’è nessuno ad aspettarli per chiedere loro: “Com’è andata, oggi?”. Insomma, di fatto, torniamo al punto 1…. vale lo stesso?
  9. sono grata per la musica, i libri e la tecnologia che mi permette di averli sempre a portata di mano/occhio/orecchio ovunque io sia, anche se poi questo telefono féscion che ho comprato ogni tanto si pianta e vado nel pallone: “Oddio Tommy aiuuuuuto, questo coso (lo schermo, NdR) è diventato tutto nero pecccchè?” Sono grata di riuscire a provare piacere profondo anche solo con un bel libro in mano. Se poi aggiungiamo dolce e thè, meglio, ma va bene pure solo il libro. E poi i cd sparati a tutto volume mentre mi trucco, con la matita per gli occhi o il pennello della cipria (dipende) che fanno da microfono. Ah, poi sono grata anche per lo specchio enorme che ho in camera da letto al posto di due ante dell’armadio. Che è rosa. Ehm…
  10. Questa la tengo libera, per ora…

E voi…. voi per che cos’è che siete grati, nella vostra vita? Quali sono le (dieci, due, millemila) cose che vi fanno venir voglia di rendere grazie?  E – soprattutto – siete pronti per un’orgia di gratitudine? Io ve lo auguro di tutto cuore.

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8 responses »

  1. condivido a pieno i punti 1, 2, 4 e 8!!!

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  2. love you 🙂
    sei fantastica!

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  3. Francy! non vedo l’ora di abbracciarti!!! ;’-) a domenica! ♥

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  4. Mi fa tristezza pensare alle persone che, pur stravolte, rimandano ancora e ancora il momento di rientrare, alla sera, perchè il luogo che li attende è freddo anche con venticinque gradi e il riscaldamento centralizzato, e non c’è nessuno ad aspettarli per chiedere loro: “Com’è andata, oggi?”.

    Come ti capisco, come lo capisco! io sono grata per i tuoi 9 punti – con qualche variazione sul 3 e altri oggetti sul 5 – e lascio aperta con tanta speranza la 10! 🙂

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  5. @ Chiaretta : è bello avere cose di cui essere grati! 😉

    @ sonia : ricambio, my dear beautiful friend… Mi manchi tanto!

    @ Lisa : come mi sono mancati i nostri Pacula Days: non vedo l’ora di recuperare.

    @ Juls : per quanto riguarda il *tuo* punto 3, ora che c’è un pochino più di tempo libero urge una cena! Voglio tutti tutti tuttissimi i dettagli ♥ Poi… che il tuo punto 10 ancora non sia occupato per me è uno dei grandi misteri della vita. Se io fossi un uomo, ti avrei fatto una corte spietata, sappilo.

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  6. Io sono grata a te per diffondere il Capitani pensiero…che fa iniziare a tutti le giornate con un po’ di ironia..
    E ti sono grata perchè leggerti mi fa sempre sentire un po’ in difetto di quella genialità che hai nello scrivere…e si sa che è sempre dai difetti che si parte per provare a migliorare!

    E ti sono grata per aver scritto il punto 4.. perchè dovrebbe essere il mio mantra tutti i giorni…

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  7. “vampiretti di buonumore che provano a disturbare le mie giornate ma non ce la fanno… beccatevi quest’orgia di gratitudine!”
    ahahah
    ma se l’orgia di gratitudine mi coinvolgesse davvero, smetterei di essere un vampiretto?
    prometto che da domattina provo a fare gli esercizi spirituali…

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