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Uomo del mio tempo

Questo post nasce di getto, e si porta dietro un paio di riflessioni sulla politica italiana che sto meditando da un po’. Venerdi scorso incappo in questo tweet:

e rimango allibita. Paleso le mie perplessità nella scelta del linguaggio: gli avversari politici non si odiano. E’ questa concezione malata che ha portato la politica italiana così in basso. Gli avversari politici (per l’appunto) si avversano. Preferibilmente, con fatti concreti (no, lanciare miniature del Duomo di Milano non è da considerarsi fatto concreto in questo frangente) e non con parole violente. Mi viene risposto che “un conto è l’odio politico inteso come “non mi piace”, un altro l’odio e basta”. Al che mi domando… ma allora, perchè non scrivere semplicemente  “uno che piace ed uno che non piace?” Il nostro bel Paese ha appena inaugurato una nuova fase della sua vita politica, ma alcuni meccanismi rimangono tristemente invariati. Tutta questa violenza verbale è davvero inevitabile? Se, iniziando dagli apicali, i partiti iniziano a legittimarla (penso anche alla felicissima uscita di Massimo D’Alema: “Non sarò contento sinchè non vedrò Berlusconi senza una lira chiedere l’elemosina all’angolo della strada”. Complimenti. Bello. Ma ce n’era davvero bisogno, onorevole?) come stupirsi, poi, che il suo nocivo riverbero arrivi nelle case, nelle piazze?

Il vecchio Mr. B, nella sua quasi ventennale attività politica, si è attirato più anatemi dei sodomiti nella Bibbia: conosco persone che si professano apolitici non violenti che hanno accolto l’exploit di Tartaglia al grido di “Doveva ammazzarlo!” e ci credevano davvero. Al di là delle simpatie politiche personali, io questa cosa non riuscirò mai a condividerla. Mai. Mi danno il voltastomaco quelli che invocano la morte di Berlusconi esattamente come quelli che ballavano attorno al cadavere di Saddam o che festeggiavano nelle strade quando morì Bin Laden. Dovrebbero vergognarsi quelli che aggrediscono Paola Concia auspicandole un giretto nel forno e quelli che sperano che l’ictus di Umberto Bossi finisca il lavoro iniziato, colpendo anche l’altra metà del corpo.  Piccolo inciso: i miei defollow su Twitter sono quasi sempre conseguenza di questo. Già trovo mortalmente noiosi quelli che parlano solo di politica, se poi ogni tweet è un insulto, faccio anche a meno, grazie. Quindi, non ve la prendete, tanto qualche noglobal pacifista pronto a retwittare quanto voi speriate che la Santanchè muoia tra atroci tormenti lo trovate di sicuro.

Ma non sarò io.

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo, da “Giorno dopo giorno” (1946)

 

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7 responses »

  1. Domanda.

    Tu odi la sinistra?

    Questo paese e’ pieno di persone che ODIANO, letteralemente odiano la sinistra, i sindacati, i “Comunisti”, qualunque cosa questo voglia dire. Loro non sono un problema per te?

    Reply
  2. Quanto mi trovi d’accordo con questo post. Ormai in Italia viviamo in un clima d’odio politico incredibile. Sia da destra che da sinistra, senza distinzione alcuna. Ogni giorno leggo su twitter (e su facebook) cose che mi fanno accapponare la pelle, ma dico io, è davvero possibile sperare la porte di qualcuno solo perché ha idee politiche diverse dalle tue? La cosa mi rende triste, enormemente triste, e come te mi avvalgo dello strumento di defollow.

    Reply
  3. @ Jack! : hai ragione, questo paese è pieno di persone che ODIANO. Per fortuna, sono fiera di non appartenere alla categoria. La mia posizione al riguardo è chiara: l’odio non serve, non lo approvo, non lo concepisco, non lo giustifico. Men che meno quando è diretto a qualcuno *solo* perchè ha un’idea politica diversa dalla tua.

    @ Maiko76 : il fatto che non ci sia più distinzione è la cosa che m’inquieta di più. Io non mi riferirei *mai* ad un politico che non stimo dicendo “Lo odio”. I nostri cari parlamentari fanno ben di peggio. E non parliamo poi delle persone comuni su Twitter o Facebook. L’altro giorno un ragazzo che avevo tra i contatti ha pubblicato un link dove si augurava che una certa categoria di simpatizzanti politici venisse “ammazzata come cani, come sessant’anni fa”. Clic. Unfriend.

    Reply
  4. Devo dire che hai ragione. I politici non si odiano, e soprattutto noi passionari di questo mondo dovremmo contribuire a non disseminare questo sentimento. Ma la colpa non è solo la nostra, purtroppo nell’era dei 160 caratteri non basta nemmeno il dizionario dei sinonimi. Se mi seguissi un pochino non faticheresti a trovare i miei appelli contro la violenza politica, contro quel modo di fare, specie di una parte, che negli ultimi anni ha reso celebri personaggi e piazze.
    Ma il mio twitt non era riconducibile a questi atteggiamenti quanto ad indicare in maniera simpatica un politico preferito ed uno non preferito. Ci sara’ pure qualcuno che apprezzi ed un altro che non apprezzi. Ma preso dai 160 caratteri d’istinto ho scritto “odiare”, un termine che si dovrebbe bandire da questo mondo.

    Comunque ti ringrazio per il pezzo, che seppur mi vede protagonista in negativo mi sento di sottoscrivere

    Reply
  5. @ andrea di sorte : non sai che piacere leggere il tuo commento. Primo, perchè spesso molti tuoi colleghi sono egoriferiti, perdono il senso della realtà e sfuggono il dialogo autentico. Secondo, perchè è consolante sapere che questo pensiero non ti appartiene. Grazie a te.

    Reply
  6. L’avevo promesso e arrivo con lungo ritardo..ma almeno arrivo.
    Aggiungere qualcosa è impossibile, dire che son d’accordo forse banale.
    Ma è così. Son d’accordo. Su tutta la linea. Anche nelle virgole.

    E mi pare di averlo già detto da qualche parte, non tollero questo continuo dare addosso a tutti e a tutto..in primis a noi stessi, tanto alla fine è sempre il solito sputare in aria e farselo ritornare in faccia.

    E mi compiaccio che il protagonista del post si sia disturbato di rispondere, il confronto è il primo passo vero il NON odio!

    Reply

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