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Sant’asinità

Prima di decidere di lasciarmi convincere ad aprire un blog personale, ho passato anni leggendo quelli altrui. In questo tempo di assidua frequentazione blogghesca, sono capitata su pagine di qualsiasi tipo.  Ora, non so se ho già avuto modo di parlarvi di questo, ma io sono una maniaca della lingua italiana. Amo l’italiano, difendo i costrutti grammaticali, mi ergo a non richiesta paladina delle regole del lessico, e provo una sofferenza quasi fisica se viene storpiato. Io sono quella che riprende i fidanzati quando sbagliano i congiuntivi, e che manda messaggi alle amiche facendo notare che si scrive “facce” e non “faccie”. Sono quella che che si lega le mani dietro la schiena per non lasciar tracimare acidità cosmica quando vede Facebook e Twitter che pullulano di scempiaggini, sono quella che davanti al cartello “Foccaccie fresche” di un forno appena aperto dietro casa, entra in negozio solo per implorare la commessa di togliere immediatamente quella “I”, per amor del Cielo (si, l’ho fatto davvero).

Non che questo mi impedisca, alle volte, di fare i miei bravi errori da matita rossa, (una delle cose che mi viene rimproverata più spesso è che per leggere le mie frasi certe volte bisogna fare corsi intensivi di apnea subacquea: lo so, io e il mio amore per le subordinate e le coordinate alle subordinate ci stiamo lavorando. Ehm…) nel qual caso peffavore sentitevi molto autorizzati a bacchettarmi seduta stante; non sono una di quelle persone che predica intolleranza verso le castronerie altrui, poi si offende mortalmente se qualcuno le fa notare le proprie. Però… c’è un limite a tutto. Non arrivo a dire che “la forma è sostanza”, ma di sicuro la sostanza non supportata da un’adeguata forma non ha lo stesso impatto su di me, anche – e soprattutto – per quanto riguarda i blog. Che sono, per loro stessa natura, scritti. E quindi mi viene spontaneo chiedere: ma se l’idea stessa di concordanza dei tempi ti fa venire l’orticaria, ma se credi che le S e le Z siano intercambiabili perchè “invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia”, ma se tiri la monetina tutte le volte che davanti alle prime tre persone del verbo “avere” coniugato all’indicativo devi mettere l’H così hai il 50% di probabilità di azzeccarla…. ma perchè, PERCHE’ ti sei sentito in dovere di aprire un blog?

 Il travaso di bile aumenta ogni volta che nelle mie web-peregrinazioni mi imbatto (ad esempio) in:

* foodbloggers – e sono drammaticamente tante – che grattuggiano il Parmigiano e decantano la bontà dei loro ciocolattini o delle torte cioccolattose. Vi pregoscongiurosupplico, smettetela. Ecco, questo è uno dei casi tipici in cui per me forma=sostanza. A parità di ricetta-che-mi-ispira, di sicurò ne farò una il cui procedimento è spiegato senza orrori grammaticali.

* guru illetterati. Come ho già avuto modo di esplicare in uno dei commenti all’interessante post del mio amico Mattia, già mi urta il sistema nervoso chi si vuole fare portavoce di verità eterne tramite blog, ma se proprio devi farlo…. che almeno siano grammaticalmente corrette, che diamine!

Ciò detto: sono una fracassapalle, lo so.

P.S. Questo post doveva essere un’introduzione. Ma – hey – è il bello di avere un blog, se sei blogghescamente disorganizzata come me e non hai millemila bozze pronte da pubblicare: parti con l’idea di parlare di un argomento, e poi ti accorgi che il filo dei pensieri ti ha portato da tutta un’altra parte. Sono in ostaggio del mio blog, praticamente.

P.S.² Giordano Bruno probabilmente si starà rivoltando nella tomba, adesso. Sorry, Giordy. Non te l’ha prendere, dai…

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11 responses »

  1. più o meno è quello che provo io quando sento certo “Orrori” e scempiaggini nei servizi televisivi….ah,il padre Dante!!!!

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  2. Grammar Nazis unite! 😉

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  3. Io un po’ ti lovvo (sei contenta di questa mia squisita forma di inglese italianizzato? Lo sei, vero?). Continua a farlo. Continua a bacchettare. Continua a entrare sugli stinchi e nei panifici. Proteggiamo la lingua italiana.
    Sei la mia personalissima editor (sto ancora aspettando l’IBAN, e nel frattempo sono ancora in ginocchio sui ceci dietro la lavagna per quel famoso errore).
    “DI CONGIUNTIVO NON SI MUORE” – maglietta subito.
    Alla Crusca, qualcuno un giorno ti ringrazierà (o ti assumerà, che va bene comunque).
    L

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  4. ecco, ora mi rileggo tutto il mio blog in cerca di grattugiare il parmigiano, perché son sicura che al 100% “celo”! … scritto come celo, celo, manca, ecco! 😉
    e comunque io sono una innamorata delle parole, che siano Italiane o Inglesi, mi innamoro, le sussurro e me le rigiro in bocca e le faccio risuonare in aria.
    Dico l’ultima cosa, poi taccio: la grammatica corretta è anche una forma di rispetto per chi ci legge. L’ho detto. Mi eclisso!

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  5. Ciao! ho letto il tuo posto, e mi farebbe piacere “followarti” (spero che questo termine non ti turbi!!!)…

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  6. @ florence71 : ah beh, per quanto riguarda le castronerie a mezzo tubo catodico sfondi una porta aperta, proprio…

    @ Giuliano : noooo, ma è stupendo!! Landa in versione Gramma-SS è meraviglioso 😀

    @ Lara : Si può avere la maglietta “Di congiuntivo non si muore. Di lovvotica si.”? Ecco, una, grazie. (IBAN in arrivo. Tra poco è Natale…)

    @ Juls : guarda, io ho cominciato a leggere il tuo blog ben prima di conoscerti personalmente e di volerti benissimo, e una delle cose che mi piacevano (e tuttora amo di più) di Juls’Kitchen è la ricerca linguistica che accompagna ogni ricetta, l’amore per la parola che traspare da ogni tuo post. E tu “grattugiare” l’hai sempre scritto bene!

    @ Tito : mi hai fatto ridere un sacco! E non mi turba per niente 🙂

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  7. So di qualcuno che, nonostante gli avessero fatto notare la frase incriminata, si “ostinava con testardaggine” a non trovare l’errore. Io voglio credere che si vergognasse di ammettere di aver sbagliato a scrivere…spero.
    (Quando ne faccio io, riprendimi subito, capito? 😛 )

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  8. Hai perfettamente ragione…anche se ho fatto piangere più di 5 professoresse di italiano, ho sempre ammirato il fascino della grammatica italiana. Il mio problema è sempre stato il mettere insieme le singole parole. Solo adesso sto riscoprendo il gusto di scrivere, anche se ammetto che di errori ne faccio ancora tanti 😀

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  9. Allora non sono sola! Ho scritto anch’io sull’argomento (2 volte) e pensavo di essere l’unica.
    Hai pienamente ragione, i blog, facebook, ecc, hanno peggiorato la situazione; prima il massacro era solo orale, adesso è scritto e resta lì ad imperitura memoria…
    Nel mio blog c’è un’etichetta “amicagrammatica”, se hai tempo e ti va fammi sapere se siamo separate alla nascita!
    Complimenti 😀

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