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E poi capitano quei momenti.

Quei momenti in cui sai di essere davanti a un bivio, una scelta che puoi fare solo tu. Perchè anche se sembra esagerato, la tua vita dopo cambia per sempre,e  nessun altro può prendersi la responsabilità di una decisione così importante. Puoi passare ore a parlarne con le persone che ami: ti ascoltano, ti consigliano, ti supportano, nel migliore dei casi e grazie al cielo ti dicono pure “Qualunque cosa deciderai, noi siamo con te”…. ma nessuno può farla al posto tuo, quella scelta.

Prima o poi capitano, quei momenti. E quando capitano devi avere un po’ di coraggio, prendere fiato e buttarti, anche se non sai bene cosa c’è, alla fine di quel salto, quando atterri. Sarebbe bello tonare piccola piccola, solo per un po’, potersi permettere di non scegliere, sapere che c’è chi lo fa per te, e lo fa scegliendo sempre quello che è meglio. Perchè io non lo so se succede anche a voi, ma certe volte l’unica cosa che davvero vorrei sarebbe qualcuno che mi prende per le spalle e mi dice: “Va bene, adesso ti puoi rilassare, ci penso io a te. Penso a tutto io.” Che questa cosa di essere sempre forte, e occuparsi – e soprattutto preoccuparsi – di mille cose, alla fine è proprio una fregatura.

In momenti come questo (oddio, in effetti un po’ in tutti i momenti…) la letteratura mi è di gran conforto. Un romanzo, una frase, un racconto, un personaggio… è tutta questione – ancora – di scegliere. C’è la terapia omeopatica e la terapia allopatica. Curare il simile con il simile o guarirlo con l’opposto. Siete invischiati in una storia impossibile, con una persona palesemente inadatta a voi, che vi rifiutate di archiviare sotto la dicitura “masochismo”, anche se sapete benissimo che è esattamente lì che dovrebbe stare? La terapia omeopatica è una ripassatina a Cime Tempestose: perdervi nei tormenti amorosi di una storia senza futuro, (di)struggervi come Catherine per il suo Heathcliff. La terapia allopatica è Orgoglio e Pregiudizio: Lizzie e il buon Darcy non potrebbero essere più diversi, ma alla fine l’amore trionfa e vissero per sempre eccetera eccetera.

Io scelgo la terapia omeopatica: sto rileggendo in loop continuo questa poesia, che è una delle mie preferite in assoluto. Il ritmo sincopato, le anafore, le allitterazioni: insomma, angosciantissima.

E voi? Ce l’avete un libro, una poesia, un autore di salvataggio? Un romanzo che avete letto e riletto, ma che ogni volta continua a dirvi qualcosa di nuovo? Un brano che vi aiuta proprio quando ne avete bisogno, e proprio nel modo che vi serve in quel preciso momento? Così magari amplio l’armadietto dei medicinali…

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7 responses »

  1. Sandman. E, più’in generale, tutta la produzione di Neil Gaiman. Non importa in che situazione io sia, bastano sue poche pagine a ricordarmi che la vita e’ più’ grande di cosi.
    Ti volevo dire, vieni a vedermi allo spettacolino domenica sera al cestello? Ti ho gia’ mandato l’invito.
    G.

    Reply
  2. Beh io non sono grande fan della letteratura (e nemmeno della lettura), ma negli ultimi anni sto cercando di recuperare.
    Tra gli ultimi libri che ho letto, sicuramente “L’ultima lezione” di Randy Pasch è già nel mio armadietto dei medicinali.
    Il resto dell’armadietto però è prevalentemente occupato da musica e film. 🙂

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  3. Hai fatto centro cara…Orgoglio e pregiudizio…l’ho letto la prima volta a 14 anni e da lì lo rileggo ( rivedo anche il film) almeno una volta al mese…
    E..purtropo… è sempre terapia allopatica…

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  4. In momenti critici, di solito mi affido alla musica… Ma dal punto di vista letterario, nulla batte Alta Fedeltà di Nick Hornby… Sarà che Rob ed io siamo pienamente uguali…

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  5. Hai ragione da vendere. Soprattutto, io odio la frase “qualunque cosa deciderai noi ci saremo”… mi sembra un modo di parafrasare Pilato ecco! Argh!

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  6. Risposta cumulativa : grazie! spunti proprio interessanti… e visto che si avvicina Natale… 😉

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