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Do it properly, Darling

Vorrei fare un piccolo aggiustamento al titolo del mio precedente post. Credo che sarebbe più appropriato “Niente notti al Museo… ma nemmeno da nessun’altra parte“. Come infatti i più vispi di voi avranno notato, sono ben due settimane che non aggiorno il blog (coro di “esticazzi” in sottofondo… anche se fate i duri io lo so che vi sono mancata, eh, dite la verità).

Questo increscioso evento è dovuto a due fattori:

1. Sono una blogger un po’ improvvisata. Non sono una di quelle serie e brave che hanno la scorta di post e la lavagna di WordPress che pullula di Bozze. Scrivo sull’onda dell’emozione del momento, quando mi capita qualcosa che ho voglia di raccontare.

2. Da quando lavoro al Museo, torno a La Topaia talmente distrutta che spesso ho giusto il tempo di fiondarmi sotto la doccia, aspettare quei venti minuti per tovare una temperatura che non sia -15° o +45°, infilarmi il mio  supersexy pigiamino felpato (d’Agosto. Si. Welcome in London) e svenire fino al mattino successivo.

Dei FabFive che sono stati assuti insieme  a me, l’Italiana è stata piazzata in cucina, addetta alla preparazione di panini, insalate e pasti pronti che vengono preparati giornalmente per poi essere venduti nei vari bar/caffè interni. La fregatura è che deve essere al Museo tutti i giorni alle 07:00, ma massimo alle 16 esce. Il Colombiano è in forze al Ristorante; entra tutti i giorni alle 12:00, alle 17 ha finito. La Keniota (che è stata costretta a tagliarsi le unghie; la sua estetista avrà avuto una crisi isterica) lavora al Garden, che è lo spazio-ristoro all’esterno del Museo. Al massimo alle 17:30 è fuori. La Bambolina è impiegata in un altro Museo, distante una mezz’ora da quello dove lavoriamo noi.

Io e l’Indiano-Veggie siamo stati i più fortunati di tutti (eccerto, avevate dubbi?!). Lavoriamo nel Cafè più affollato del Museo. L’orario di entrata è variabile. Siccome noi sforniamo anche biscotti, che devono ovviamente essere pronti per l’apertura al pubblico delle 10, chi è addetto alla cottura deve essere in servizio alle 08:30. Altrimenti, l’entrata è alle 09:00 o, se sei fortunato, certe volte anche alle 10:00 e alle 11:00. Quello che non cambia mai è l’uscita: non mi è mai riuscito di fuggire prima delle 19:00-19:15. Facendo un paio di calcoli, la media di lavoro è di dieci ore giornaliere. Ogni Team Member dev’essere in grado di fare tutto: Reparto Torte, Caffetteria, Cassa, Controllo Temperature Frigoriferi, Stoccaggio Merci, ma alla fine, questo lavoro potrebbe essere riassunto in una parola: PULIRE. (Oh, Mrs. Funiculì, un giorno ti spiegherò il vero significato di questo termine, che ho come l’impressione che ti sfuggano un paio di cosette) Il mio migliore amico è il D-10, un detergente/disinfettante che viene consumato a litri durante ogni turno di lavoro. Come immagino pressochè ovunque, noi newbies abbiamo  subìto una certa dose di nonnismo da parte dei più anziani.

Il mio primo giorno di lavoro ero di turno ai tavoli, che in effetti è l’incombenza meno amata e più faticosa, ma anche più facile, quindi nessuna sorpresa che abbia iniziato da lì. Il Cafè dove lavoro è un self service; ciò vuol dire che la gente prende il suo bravo vassoietto, si dirige con i piattini al reparto dolci/torte, prende quello che vuole, paga per cibo ed eventuali caffècappuccinithe che poi ritira al banco, si accomoda ad uno dei circa sessanta (per darvi l’idea delle dimensioni) tavoli disponibili e si sbraca. Una volta finito, il 9% dei clienti riporta il vassoio in una delle due “Cleaning Stations”, il 91% lo lascia dov’è. Che va anche bene, per carità, ma voi dovreste vedere in che condizioni sono quei vassoi e la roba che c’è sopra quando poi li vado a prendere. Nella migliore delle ipotesi, durante il tragitto cassa/tavoli un po’ di the o caffè si è rovesciato oppure qualche tovagliolino è caduto. (Che poi, anche questo: parliamone. Accanto alle macchine del caffè ci sono tovagliolini di carta e posate per i dolci/bicchieri di plastica per le bevande confezionate. Ma se hai solo una fetta di torta, che bisogno c’è di prendere quindici tovagliolini? Ci fai gli origami?) Nella peggiore, sembra che qualcuno abbia infilato un petardo dentro i muffin. Briciole ovunque, sul vassoio, sul tavolo, sotto il tavolo, mirtilli o cioccolato spiaccicato sulle sedute delle poltroncine (ti penserò tanto a fine giornata quando passerò quindici minuti a scrostare il tuo dolce dalle gambe del tavolo, caro). Quindi, la routine quando si è di servizio ai tavoli é: swiping the floor every 15 minutes, portare i vassoi vuoti in una delle due Stations, pulire i tavoli con l’amico D-10,  svuotare i vassoi, portare tazze/piatti in cucina, a questo punto il sacco della nettezza si sarà riempito, quindi va estratto e rimpiazzato con uno nuovo, e portato nel seminterrato per la raccolta immondizia.

Insomma, dicevo: il primo giorno. Ecco, a fine giornata ovviamente bisogna pulire tutto. Chi sta ai tavoli deve pulire per l’appunto i tavoli, ma anche sedie, divani, pavimenti.  Mentre io facevo la Cenerentola inginocchiata con spugnetta e detergente, il ragazzo che era incaricato di supervisionare il mio lavoro passava l’indice sul tavolo (oppure si inclinava leggermente per controllare la base dello stesso), mi guardava con malcelata sadica soddisfazione e diceva: “It’s still dirty. Do it again, properly, darling”. L’ha fatto con tutti i tavoli.

Uuuh, ne avrò di materiale per il blog, con questo lavoro. Adesso sto cercando di dare un senso al concetto “Avere una vita dopo dieci ore rinchiusa al Museo”. Posso farcela.

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3 responses »

  1. Tieni duro, Francy! Un abbraccione!

    Reply
  2. Posso solo dirti… tanta stima! Ma tanta!
    … quindi agli inglesi sono zozzoni!!?? (igiene personale a parte) Non solo noi italiani-pizza-mandolino?

    In pratica sgobbi col D10 a lavoro per guadagnare quei soldi che ti serviranno per comprare il D10 per La Topaia?

    Reply
  3. @ Lalla : oh yes! E chi mi ammazza?! 😉

    @ Mattia : il tuo commento mi ha fatto morire! Non l’avevo mai vista in quest’ottica, ma in effetti… è proprio così! Dieci ore di lavoro con l’Amico D-10 per raccattare quei miseri pounds che mi serviranno per comprare il disinfettante per La Topaia: sono un genio del Marketing. Inchinatevi.

    Reply

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