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Niente Notti al Museo

Cari i miei LostInLondonLettori, ho trovato un lavoro.

Ed è stata un’esperienza che merita un post, in effetti. Quindi, eccolo qua! Dunque: visto che sono una fanatica dell’ordine e dell’organizzazione (mi dicono che qualche persona particolarmente simpatica e – sospetto –  anche piuttosto invidiosetta mi chiama Miss Perfettina) ho iniziato a cercare un impiego, inviare curricula e scandagliare ogni possibile sito o agenzia già dalla fine del 2010. L’unico riscontro è stata una telefonata, all’inizio di Giugno, in cui mi si chiedeva se vivessi già a Londra. Risposta negativa, opportunità di lavoro sfumata. Effettivamente sarebbe stato un bel colpo di fortuna, trovare un lavoro dall’Italia. E infatti. In questi venti giorni di permanenza albionica ho spedito curricula via mail, li ho consegnati a mano quando vedevo “Staff wanted” nelle vetrine dei negozi, ho compilato decine di application form su ogni possibile pagina internet.

Lo scorso lunedi, durante la mia quotidiana visita mattutina ai siti di Recruitment/Annunci più noti, leggo questo. Invio CV e numero di telefono, sperando che sorvolino sul fatto che non ho assolutamente nessun tipo di esperienza nel campo. Sorvolano. Dopo poche ore, ricevo la chiamata della Manager, che mi invita il giorno successivo – martedi – ad una Group Interview, un colloquio di gruppo, pratica che qui è molto frequente. Bellissimo. Felicità. Evvai. La “session” è fissata alle 2:30 pm al Natural History Museum, South Kensington, all’interno del quale ci sono i Bar/Ristoranti per cui stanno cercando personale di supporto durante la stagione estiva. Sempre per la mania di controllo di cui sopra, io alle 2:00 sono già lì. Devo presentarmi alla Staff Entrance del Museo. Adesso. Voi sapete che il prossimo anno Londra ospiterà le Olimpiadi. Ecco, nello specifico, le due strade in cui si trovano le numerose entrate del Natural History Museum sono un cantiere. Operai al lavoro, strade-colabrodo, deviazioni. Insomma, io ‘sta Staff Entrance non riesco a trovarla. Panico. Alle 2:10 vado alla Director Entrance, e chiedo della Manager dal NomeCognomeImpronunciabile.  La gentilissima receptionist mi dirotta alla Group Entrance. Arrivo, trafelatissima, alle 2:15 e chiedo all’addetto alla sicurezza della solita Manager dal NomeCognomeImpronunciabile. Telefonata. Poi altra telefonata. Poi altra telefonata ancora. Sono le 2:25, e io sto cominciando a preoccuparmi. Intanto, l’addetto alla sicurezza mi tranquillizza e inizia a chiacchierare amabilmente. Io ho questa fenomenale capacità di ispirare simpatia e logorrea nei momenti meno opportuni. Comunque: “e com’è bello il tuo bracciale, e dove l’hai comprato, e da dove vieni? Ma che bella L’Italia, e lo conosci Mario Balotelli? Ma lo sai che è originario del Ghana come me? Ma se ti prendono, poi me lo regali il tuo braccialetto?” Si, senti, amico… ma siamo sicuri che qualcuno dell’azienda sta venendo a prendermi? No, perchè sono già le 2:40 e qui non si vede nessuno. Alle 2:45, arrivano due tizi. Quello basso, biondo e con evidenti problemi di ipersudorazione mi chiede il nome, si attacca al telefono, e poi mi dice di seguirlo attraverso un dedalo di strade e stradine che Teseo in confronto ha fatto una passeggiata di salute. (Ah, durante il tragitto il biondo ha anche incontrato degli amici e si è fermato a fare conversazione. E io dietro. Saaalve.) Alle 2:55, finalmente giungo a destinazione. Arrivo al Bar. Mi rivolgo ad un ragazzo dagli occhi azzurrissimi dietro al bancone, ripetendo per l’ennesima volta chi-sono-chi-devo-incontrare. Risposta: “La Group Interview era fissata per le 2:30. Sono le 3:00, ormai il colloquio è saltato.” No, senti, forse non ci siamo capiti. Io alle 2:15 ero alla Group Entrance, dove mi è stato detto di andare da una della Director Entrance, e dove Culo&CamiciaconBalotelli mi ha detto esplicitamente di attendere perchè qualcuno mi stava venendo a prendere. Cioè, io ero in orario. Ero in orario all’entrata sbagliata, però ero in orario. OcchidiGhiaccio si muove a compassione, e chiama un altro ragazzo per scortarmi dove la Manager dal NomeCognomeImpronunciabile sta tenendo già da mezz’ora l’interview. Siccome il nome sulla spilletta recita “Renzo”, deduco sia italiano. Deduzione esatta. Mentre facciamo lo slalom tra i dinosauri e le balene, Renzo mi informa che secondo lui questa è una tipa antipatica e rigidissima, e con ogni probabilità non chiuderà un occhio sul mio ritardo, seppur involontario. Ottimo. Infatti, quando arrivo e mi scuso per il ritardo, la Manager dal NomeCognomeImpronunciabile mi dice che non posso rimanere, non sarebbe positivo inserirmi a colloquio iniziato. Mi richiamerà lei, perchè durante la settimana terranno altri colloqui, e mi congeda. Insomma, un viaggio a vuoto.

Secondo round (e vi lascio immaginare l’umore funereo di lunedi sera) : giovedi in effetti mi richiama. “Saresti libera domani, stessopostostessaora di Lunedi? Il colloquio durerà circa 2/2,5 ore.” (ammazza, e che ci dovremo mai dire in due ore di colloquio?)  HA. Questa volta non mi fregate, belli.  Venerdi, alle 2:25 spaccate mi presento alla Staff Entrance (APPLAUSE). Vengo registrata, mi dirigo al Bar e mi accomodo ad un tavolo dove ci sono già altre persone: i ragazzi e ragazze che parteciperanno al colloquio insieme a me. In totale: 10.

Una ragazza di Praga: molto carina, dolce, una sorta di Anna Dai Capelli Rossi, però bionda. Un inglese colombiano: nato in Colombia, vive a Londra da quando era piccolo. Ha le palpebre calanti, quindi sembra sempre addormentato, ma mi sembra molto intelligente.  Una keniota inglese: nata in Kenia, si è trasferita con la madre a Londra quando era bambina. Ha delle unghie talmente lunghe e una gonna talmente corta che devo impormi di non fissarla. Una italiana: è qui da pochi mesi, e l’accento napoletano quando parla inglese ancora non è riuscita ad eliminarlo. Un indiano inglese: nato e cresciuto qui da genitori indiani. Nemmeno lui incredibilmente riesce a dissimulare l’accento indiano che non dovrebbe nemmeno avere, e capirlo quando parla velocemente mi è pittusto difficile. Una ragazza inglese: inglese e basta, incredibile! Addirittura londinese. Pare appena uscita da un rave party: trucco pesante, calze smagliate.  Un inglese cinese: cresciuto a Londra, ma nato in Cina. Questo c’ha pure la lisca. Incomprensibile. Una ragazza da un paesino dei Balcani di cui non sono proprio riuscita a registrare il nome. Bionda, occhi azzurri, sembra una bambolina. Vive qui da un anno con il suo ragazzo. Un inglese e basta: il ragazzo chiacchiera troppo e ride troppo, per i miei gusti.

Arriva la Manager, che non mi sembra così perfida come dice Renzo, accompagnata dalla Vice. Facciamo un rapido tour dei punti ristoro all’interno del Museo. Poi, veniamo accompagnati in una sala, dove inizia il colloquio vero e proprio. Ci forniscono di etichette autoadesive  e pennarelli: ognuno scrive il proprio nome sulla sua etichetta, e la attacca alla maglia. Presentazione: ad ognuno viene dato un cartellino con alcune domande uguali per tutti (Perchè ti trovi/sei venuto a Londra? Da dove vieni? Da quanto tempo sei qui?) e alcune diverse (Qual è il tuo film/canzone/capo d’abbigliamento preferito?). A turno, tutti rispondiamo. Se vi interessa, il mio capo d’abbigliamento preferito sono le sciarpe/foulard. Poi, veniamo divisi in tre gruppi. Io sono con la Bambolina e il Cinese con la lisca. Ogni gruppo deve rispondere ad una domanda inerente il lavoro per il quale ci stiamo proponendo. Il nostro gruppo aveva: “Che qualità deve avere un buon Team Member, e quali sono le tre più importanti?”.  Segue brainstorming e discussione su quello che è emerso negli altri gruppi. La parte teorica è finita. Adesso, tutti in cucina! Si passa alla prova pratica: dopo aver indossato cuffiette/guanti/grembiuli, veniamo messi davanti a taglieri, coltelli, bilance. Ogni postazione di lavoro ha un foglio plastificato con le istruzioni per preparare un Turkey&Bacon sandwich, con le relative grammature degli ingredienti: sale, pepe, maionese, insalata, pomodori, tacchino e bacon. Abbiamo 90 secondi. Con questo me la cavo alla grande: sono una delle prime a finire. L’Inglese Ridacchione nella postazione accanto alla mia ha fatto una schifezza, la maionese usciva da tutte le parti. Poi, dobbiamo impacchettarlo secondo gli standard della Compagnia. Anche qui, tutto bene. La buona notizia è che possiamo portarcelo a casa: ho la cena pronta! Ancora meglio: l’indiano è vegetariano. Mi offre il suo sandwich. Doppia porzione! Tutto il cibo non utilizzato viene gettato. Questa parte è stata dura: ho resistito a stento all’impulso di chiedere se potevo portarmi via tutte quelle belle fettine di bacon croccante e tacchino arrosto. Abbiamo puliziato tutto quanto, e siamo usciti dalla cucina.

E’ il momento della verità, e sono ormai le 5:00. Il Museo chiuderà tra poco meno di un’ora, e il Ristorante dove ci portano è già chiuso, quindi siamo soli. Ci viene offerto da bere, e mentre aspettiamo che arrivino le nostre ordinazioni, la Manager e la Vice si riuniscono in un tavolino appartato per confabulare.  Dieci minuti dopo, chiamano l’Inglese Ridacchione. Quando ritorna al tavolo, non sta più ridendo. A dirla tutta, sembra sull’orlo delle lacrime. Se ne va, lasciando a metà sia il suo sandwich che il suo caffè americano. La Manager ritorna e chiama la l’Inglese-RaveParty. Anche per lei, non è andata bene. Poi è la volta di Anna dai Capelli Rossi. Torna al tavolo dicendo: “Not today”. Poverina. E’ uno stillicidio, ‘sto colloquio. Ora cominciamo ad essere tutti molto tesi, nessuno vuole essere il prossimo. Mi sento molto concorrente del GrandeFratello. “Sei stato nominato”. Tocca al Cinese con la lisca: purtroppo, anche per lui niente da fare. La Manager e la Vice tornano verso di noi. Insieme. Buon segno. Infatti, ci dicono che siamo stati tutti assunti. Evviva!

Sabato sono tornata al Museo per sbrigare le questioni burocratiche: firma del contratto, fotocopie di passaporto/National Insurance Number/UK Bank Account, e le due ore che ho passato bevendo caffè e firmando documenti mi verranno pagate: mi piace l’etica del lavoro che hanno da queste parti. E poi, mi piacciono anche altre cose:

1 – bevande illimitate. The/caffè/acqua/caffè/succhi… caffè!

2 – pasti gratis in servizio e 50% di sconto in qualunque altro caffè e ristorante della Compagnia, che ha diversi punti vendita a Londra e  in tutto il Regno Unito.

3 – 10% sconto negli shops del Museo.

4 – (di gran lunga il mio preferito) Il Museo chiude alle 5:50pm. Ciò vuol dire che al massimo alle 6:30 (dopo le operazioni di rassetto/pulizia) sarò fuori -> TUTTE LE SERE LIBERE!

Ovviamente, il lato negativo è che con ogni probabilità non avrò più una domenica libera nè vacanze fino a Ottobre; il lavoro è full time, quindi entrerò la mattina alle 8:30 (il Museo apre al pubblico alle 10:00) e uscirò ragionevolmente cotta, ma…. sono contenta!

Oggi è il mio primo giorno di lavoro ufficiale, e sono molto curiosa… e anche un po’ emozionata! Vi terrò aggiornati 🙂

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28 responses »

  1. brava Fra, sono stra orgogliosa di te!!

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  2. Wow, bravissima!! Io sarei definitivamente entrata in panico davanti la prova pratica!!
    Sei stata davvero fortunata secondo me, lavorerai in un ambiente bellissimo!!
    In bocca al lupo, aggiorna presto :)!!!

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  3. sei una forza ragazza!!!! io sono orgogliosa!!alla faccia di tutti quei bamboccioni che siedono in Parlamento e hanno tutta la pappa scodellata!!!un bacio,di cuore,Lu

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  4. ahahah tra una battuta e l’altra che facevamo qualche settimana fa, alla fine hai trovato sul serio lavoro in un bar!!! Le “avvertenze” sono sempre le stesse eh! 😛

    Mitica Fra!! Son tanto contento per te!! Ti meriti veramente quest’oppurtunità!! 🙂

    ps. mi torna in mente tutta la fatica fatta per farti aprire questo blog… guarda un po’ il risultato. #nocomment

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    • Eh, si, in effetti…. si vede che in qualche maniera io e il cibo troviamo sempre il mondo di stare… vicinivicini 😀
      Grazie Tommy! Della fiducia e della perseveranza: miparevastrano è nato grazie a voi!

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  5. Wow complimenti! Sei stata proprio brava 🙂

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  6. bravissima!!!!!! le descrizioni dei benefits e pure le ore pagate per i documenti… qui ce li sogniamo in Italia.

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    • Grazie Eleonora! Si, uno dei lati positivi del lavoro made in UK è questo: uno dei negativi è che la giornata lavorativa media è di dieci ore… non ti dico la condizione di gambe e piedi a fine turno!

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  7. Tesoro che bello!!! sono molto felice per te!!! Concordo con Tommy sullo scrivere! 😉 Baciiiiiiiiiiiiiii

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    • Bella la mia Pacula! Quanto mi è dispiaciuto non esserci stata, lo scorso fine settimana… appena torno pretendo un altro PaculaDay con la formazione al completo!! Miss you!

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  8. Evviva Francyyyyyy!!!! sono davvero contenta, hai trovato un lavoro proprio giusto in un museo carinissimo! però sai…la mia deformazione professionale mi obbliga a dirtelo…OCCHIO A QUEI PANINI EHEHEHE!!!! mi raccomando, mangia ammmodino! 😉
    e riguardo al colloquio, no comment, cioè, non si può biasimare la tipa, arrivare in ritardo, così…cioè…mi trova d’accordissimo…lo sai come la penso a riguardo…il tempo…il rispetto… 😀 😀 😀
    un bacioneeeeee!!!!!

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    • Ecco, lo sapevo che sarebbero arrivate le raccomandazioni alimentari… ma mi sa che vi darò enormi delusioni… praticamente pasteggio a panini! D’altra parte, mica è colpa mia se qui costa tutto un’esagerazione 😉 Costringi il tuo riluttante ragazzo e VENITEMI A TROVARE!!

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  9. Yeee!! Io ho incrociato i miei ditini per te dal primo momento!!

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  10. Ma applaudi per te cara!!! Bravissima!! Ci rendi orgogliosi 😀 Poi, dì la verità. non potevi stare lontana dal cibo eh??

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  11. brava brava brava!!! sono stracontenta per te!!!!!!! :*

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  12. Cey sloggata su un altro brownser

    In ritardo ma bravissssssimissima =)

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  13. Uahahahahahah! io sto ancora ridendo per il particolare del “Ah, durante il tragitto il biondo ha anche incontrato degli amici e si è fermato a fare conversazione. E io dietro. Saaalve.” ho già realizzato la tua caricatura mentale Francy 🙂 che dire…grandissima!!!! ci voleva proprio questa bella vittoria! continuo a seguire appassionatamente le tue avventure, nel frattempo..un enorme in bocca al lupo per questo lavoro! 😀

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  14. Non ti farò complimenti, non ti farò in bocca al lupo, non ti darò pacche virtuali sulla spalla… che i Volatili volano alto è uno cosa scontata ormai.

    Ma… caffè illimitato gratis… parliamone!!

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    • Guarda, ti dirò che non è nemmeno così male, in effetti…
      I complimenti li faccio io a te per la meraviglia che è il tuo nuovo nipotino… evvai altro materiale per ZioMatti! Un bacione!

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