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Macedonia, Didò e Hierba Buena

Serate tardoprimaverili, amiche, cocktail niente ombrellino e troppo ghiaccio, macchine con finestrini abbassati e autoradio che fa da sottofondo, chiacchiere fino a tardi. Conseguenza naturale? Si parla di uomini, ovviamente. Ma ci si spinge anche oltre: parliamo d’amore. Chi ce l’ha, chi non ce l’ha più, chi pensava di averlo e invece, chi forse l’ha trovato e chi ancora lo sta cercando.

A un certo punto V. se ne esce con la “Teoria della Sedia”. Sguardi perplessi, ma pronta arriva la spiegazione. L’abbiamo fatto tutti, da piccoli, il gioco della sedia. Quello dove i bambini erano sempre uno in più del numero delle sedie disposte in cerchio. Quello in cui serviva una certa prontezza di riflessi, agilità e scatto felino per accaparrarsi il posto sull’ultima seduta disponibile, prima che uno dei grandi premesse il tasto “Stop” dello stereo e la musica finisse. Che se la musica finiva e tu eri ancora in piedi, non c’era storia:  fuori dal gioco.

 Ecco, la Teoria della Sedia è così: più ci si avvicina ai Fatidici Trenta, e più il timore che la musica possa finire da un momento all’altro comincia ad assumere contorni precisi. Che poi magari nemmeno sei tu a preoccuparti,  vorresti solo correre e correre in cerchio fino allo sfinimento, perchè il gioco è divertente, e ridi e ti piace, e invece intorno a te vedi che non si godono nemmeno la canzone perchè sono tutti troppo impegnati a guardare lo stereo, e alla fine cominci a farlo anche tu. E ti fiondi sulla prima sedia che trovi libera, anche se non è poi tanto comoda, anche se c’è già seduto qualcun altro. Perchè la paura di uscire dal gioco è più forte della voglia di prendere la rincorsa, rischiare e fare un ultimo giro.

Questa teoria ha suscitato appassionate rimostranze; nessuna era disposta ad ammettere di aver considerato l’ipotesi, ma in ultima analisi tutte conosciamo qualcuno che l’ha fatto, e se è vero che chi s’accontenta gode è anche vero che meglio soli tutta la vita, se l’alternativa è trovarsi nel letto ogni mattina uno che nemmeno nei peggiori momenti di magra. No, grazie.

Altro giro, altra corsa: “La teoria della macedonia”. La cara vecchia mezza mela è superata, e poi perchè mai con sei miliardi di creature sulla Terra, uno dovrebbe avere la sfacciata fortuna di incontrare esattamente il tassello mancante, il solo e l’unico che si incastra alla perfezione? La nuova frontiera del  (L)O(ve)GM made in A. prevede che, tutto sommato, anche un’arancia e un mandarino se la possano cavare piuttosto bene insieme; ecco, non dico proprio un ananas e una banana, ma se c’è un’affinità di genere, le probabilità di riuscita sono ragionevolmente alte.

“La teoria del Didò” è un’emanazione diretta della Teoria della Macedonia, e un perfezionamento della Teoria del Das e del Pongo. Appurato che, a meno di inenarrabili botte di fortuna, è praticamente impossibile trovare una persona che sia già in partenza modellata su di te, l’unica soluzione è modellarsi a vicenda, l’uno sull’altra, insieme. Però mica è così facile. Qual è il materiale adatto? Il DAS? E’ bello tosto…  una volta che s’è seccato, non c’è più verso di renderlo malleabile, e non puoi neanche provarci più di tanto, pena il rischio di vederlo andare in mille pezzi. Il Pongo? Problema opposto: è troppo moscio, senza spina dorsale, a furia di sentirlo così cedevole e rassegnato, finisce che ti stufi e vai a cercare qualcosa che ti dia un po’ più di soddisfazione. Abbiamo eletto come giusto compromesso il Didò. Abbastanza morbido da poter essere plasmato ma, una volta asciutto, abbastanza resistente da non perdere la sua forma in favore di quella di un altro. Il corollario di questa teoria è una regola aurea sempre valida: “Quando il DAS e il Pongo si incontrano… sono cazzi del Pongo.”

“La teoria del Cuscinetto”: perchè, nel frattempo che aspetti, tra Pongo e kiwi, tra balli in cerchio e Didò… certe volte qualcuno che agisca da camera di decompressione, zero problemi, zero complicazioni, zero implicazioni, può servire. (inutile dire che è una teoria che non si applica a me. La dura vita di noi romantici against all odds. Pure un po’ bischeri, si dice a Firenze. Suggerimenti?)

Avete altre teorie alcolico-sentimentali da condividere per il bene della scienza? Sarei proprio curiosa.

Ah. Siccome so che ve lo starete chiedendo, la Hierba Buena del titolo non è quello che state pensando. Si tratta di una innocua qualità di menta, che pare la più adatta per il Mojito. Alla salute.

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15 responses »

  1. Io ti consiglio di provare la “teoria del Cuscinetto”, almeno per superare certi momenti proprio difficili: il chiodo scaccia chiodo non funziona mai, ma almeno passi un paio di serate divertenti! Quanto al resto, non fa una piega, le teorie elaborate da amiche con un cocktail in mano sono sempre le più valide!

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  2. Teoria del caffè, caffè d’orzo e caffè corretto.
    Il caffè è la donna/uomo ideale con cui pensi di stare bene, finché qualcosa non causa una separazione.
    A quel punto il caffè sarà sostituito da tanti caffè d’orzo, surrogati che ti ricordano il caffè originale in peggio, o caffè corretti che te lo ricordano in meglio.
    Ad un certo punto un caffè corretto o una nuova persona diventano caffé “base”, e si ricomincia il giro. 😀

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  3. Scroscianti applausi per questo bel post! 😉

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  4. Ero convinto che il Pongo e il Didò fossero la stessa cosa … !

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  5. UHM.. io e la mia migliore amica avevamo elaborato quella fritto, avevamo abbracciato quella della mucca del **delizioso** film Someone like you… (http://www.imdb.com/title/tt0244970/)…
    vedo intorno a me dilagare la teoria della sedia, e non è mai stata fatta una descrizione più esatta di come mi sento a volte.. io che mi diverto a girare e l’ansia invece di altri di trovare la sedia, o peggio a volte, di buttartici sopra perché pensano che sia meglio per te.. no grazie!

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    • Matteo Ginlemon.

      Se mi posso permettere aggiungerei la teoria del “Cuba libre” pensata da una mia amica, ma secondo me molto veritiera.
      Il famoso cocktail è composto da Cocacola e Rum, due elementi molto differenti fra loro per odore, gradazione e sapore ma soprattutto due prodotti totalmente distinti, veri, unici, e bevibili tranquillamente da soli senza aggiunte di altro (oddio il rum solo è un po’ da alcolisti). Ecco qui la teoria, due cose che sono complete di per se miscelate insieme fanno un qualcosa di speciale, un qualcosa di più deciso della cocacola e più gradevole del rum, un qualcosa che non può essere miscelato con altro perchè già speciale insomma un qualcosa di veramente unico.

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  6. Io sono in piena teoria del cuscinetto 🙂 e me la godo!
    Bellissimo questo post…alem

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  7. Piccola postilla…al bellissimo post… che la teoria del didò (molto più fiduciosa della teoria della sedia!!…) non significa “piglia chi ti trovi, accontentati e modellalo a tuo piacimento”, ma che è bello pensare che si possa trovare qualcuno che sappia trasformarti, migliorarti e cambiarti, insomma, che “uno più uno” non sempre fa due…se si vuole trovare la mezza mela bell’e fatta…non c’è gioco, non c’è movimento, insomma….che palle!!! 🙂
    Standing ovation per la teoria del caffè, comunque…

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  8. @ Iris : eh, lo so… ma proprio non ce la faccio! E c’è di peggio: ho una resistenza alcolica niente male, quindi non posso nemmeno usare quella scusa 🙂

    @ Martin : la teoria del caffè è stupenda! E, da coffe-addicted piuttosto integralista (caffè nero e rigorosamente senza zucchero) ti dico che preferisco rinunciare al caffè tout court, piuttosto che bermi una brodaglia insapore. Vedi che tutto torna?! 😉

    @ dileovale : inchini a profusione per il gentile pubblico!

    @ Daxda : No, sono diversi! Il Pongo è più ceroso, più… moscetto, insomma!!

    @ Juls : sapevo che avresti capito! A volte sembra proprio che ti ci vogliano scaraventare a forza, su quella sedia… Meno male che ci sono gli amici! Invece la Teoria della Mucca mi manca… bisogna che mi veda “Someone like you”: merita, eh? 🙂

    @ Matteo Ginlemon : ecco, questa del Cuba Libre è una teoria interessante. Ironia a parte, rispecchia esattamente il mio pensiero sull’Amore, quello vero, quello con tutte le lettere maiuscole. Due persone, complete in se stesse, che migliorano reciprocamente insieme ad un’altra persona. Grazie! (mi suggerite un altro cocktail, però? La CocaCola mi repelle!)

    @ alem : ti stimo tantissimo! 😀 Grazie!! (mi dai qualche ripetizione? Magari imparo…)

    @ Didò : postilla doverosa, sono assolutamente d’accordo! 😉

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  9. Francy…ma come fa a repellerti la CocaCola?!?!….è frizzante e iperglicemica…!!

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  10. La teoria della merendina, questa mi e’ stata consigliata, e io l’ho un po’ rielaborata…
    Vogliamo parlare anche delle merendine? Niente di più lontano dall’amore e in un certo senso si avvicinano al cuscinetto ma di fatto piacevoli proprio perché si autoesauriscono in breve tempo… Nessuno mangerebbe con gusto una fiesta di 2 kg ma quando hai fame e te la vedi li’, piccola e tranquilla, che ti aspetta nel distributore, che fai? Non ce li metti i tuoi 50 centesimi?
    Evoluzione: la merendina che si incastra nel distributore ovvero io ho messo la monetina – mi sono mostrata disponibile, molto- ma la fiesta non e’ scesa… E qui si pone IL problema: e’ rotto il sensore del contamonete – non hai capito le mie allusioni a dir il vero molto poco velate- o la macchinetta accetta solo altra valuta – > 30 single curato non sociopatico: ci sarà un motivo- oppure, ipotesi più sconfortante, proprio non ti interesso io?
    Ora sono proprio con questo dilemma, e Colui che e’ stato eletto Il Consigliere mi ha confortato con un: “ah no, se voleva si era fatto avanti! Non gli interessi!”. Sigh!

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  11. Al posto del Cuba Libre (la Coca Cola non piace neanche a me) potresti pensare ad un Gin-Lemon, Gin da solo è qualcosa di orribile, il lemon da solo è sull’acidino andante. Ma insieme….

    Comunque l’ideale sarebbe un qualcosa nato seguendo la teoria del cuscinetto e poi portato avanti perchè sbocciato nella teoria del didò!! Un mix perfetto!!

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  12. Giusy (aka Pinedda)

    Allora..lo so che probabilmente mi renderò impopolare, ma porto una teoria, e poi vi dico com’è andata a finire con me.
    La mia teoria si è quella degli Stadio; si, quelli attempati che ancora ci trifolano gli zebedei ogni tanto..e che cantavano “un disperato bisogno d’amore (cit: E non c’e’ niente da fare – non si puo’ controllare)

    La mia teoria dice che per questo maledetto disperato bisogno d’amore, si fanno tante cassate, a volte davvero grosse, proprio perchè non si può controllare, e sembra che si abbia sempre paura di restare soli nel momento in cui non ci si diverte più a correre;

    quindi ci si lancia sulla prima sedia vuota, e per autoconvincersi e convincere gli amici che la vedono grigia, che si è fatto bene a buttarsi alla cieca ci si dice “ma si dai, diciamo che lui mi piace in modo “diverso”;

    si esce con persone improbabili;

    si fanno cose stupide e molto pericolose (tipo: andare a budapest senza dirlo a nessuno, per ri-incontrare un ragazzo conosciuto 10 gg prima con il quale si erano condivise al massimo 10 ore durante un week-end in Erasmus, solo perchè lui aveva fatto un pò il provolone e tu eri stata così in “disperato-bisogno-d’amore” mood da credere fosse l’uomo della tua vita; ps: Maté, non mi leggerai mai, ma volevo pubblicamente ringraziarti per non essere stato un maniaco e non avermi fatto a pezzetti e buttato nel bel Danubio blu)

    ci si affanna; si cerca si cerca e si cerca; perchè si è annebbiati, e si ha paura, e non ci si accorge che la soluzione era così vicina a noi, e non l’avevamo mai vista.
    Per me è stato così.
    Quando ho smesso di cercare, dopo aver combinato dei gran casini, gli Stadio sono andati a fanc..e così, da solo, senza mai averci pensato durante i nostri 6 anni di conoscenza, è arrivato Lui.

    quindi ragazze e ragazzi, secondo me lasciate perdere gli Stadio; vi intossicano il cervello; quello che cerchiamo arriva quando non ci pensiamo

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  13. @ Francesca : lo so che è quasi incredibile che non mi piaccia qualcosa che dev’essere evidentemente composto al novantapercento da *zuccheri*, eppure è proprio così! E non mi piaceva nemmeno alle elementari 😉

    @ Liberty : la teoria della Merendina e la teoria della MerendinaIncastrata è una cosa assolutamente meravigliosa! Ripeto l’appello rivolto ad @ Alem : datemi ripetizioni 😀

    @ Martina : ok, andata. Il Gin Lemon mi piace molto di più!

    @ Giusy : il Bel Danubio Blu mi ha fatto morire dalle risate! E la tua storia insegna… c’è speranza anche per noi single incallite & attempate. Sperèm!

    Reply
  14. Pingback: Il punto C « miparevastrano

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