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Confessioni di una stalker

Al liceo andavo a piedi. Una camminatina di venti minuti durante la quale a volte ripassavo la lezione della prima ora, a volte ascoltavo musica (per mesi interi, solo lei) dal lettore MP3  walkman, – non bariamo – e a volte… osservavo le persone. Casa mia si trova a metà strada tra il mio liceo, un classico intitolato al Divin Poeta, e un istituto tecnico al quale mi sarebbe piaciuto andare anche solo perchè si chiama come uno dei miei gusti di gelato preferiti: Buontalenti. Vabbè, sto divagando… Dicevo: durante il tragitto casa-scuola, spesso incrociavo ragazzi diretti verso il Buontalenti.

Poi, una mattina, vedo lei. Non so esattamente qual è la prima cosa che mi ha colpito. I capelli ricci, gli occhi vivaci, la camminata fluida, lo sguardo intelligente. O forse il fatto che camminava da sola, come me, e sembrava sempre assorta in mille pensieri…  No, ho trovato: il sorriso. Il sorriso che ci scambiavamo in automatico quando i nostri occhi si incontravano.

Ecco, parliamone. A me piace sorridere. Io amo la gente che sorride. Mi piace sorridere agli amici, perchè certe volte non servono nemmeno troppe parole, basta un sorriso per dire “Io sono qui, se hai bisogno di me. Ti voglio bene.” Mi piace sorridere agli sconosciuti, per strada, perchè a volte la giornata può migliorare anche solo grazie a una persona che ti sorride così, senza nessun motivo.

Quei venti secondi in cui le nostre strade si incrociavano iniziarono a diventare una routine che aspettavo con gioia, al mattino. Andavo a scuola contenta perchè sapevo che l’avrei incontrata: vi ricorda qualcosa? Col senno di poi, anche a me. Quando non c’era,  ero triste: forse era malata? (Io lo so che a questo punto vi sembro pazza. Ma poi peggiora.) Chissà come si chiamava? E aveva la mia stessa età o era più grande?  Una sera, la decisione: le scrivo una lettera. La mattina dopo, con la lettera in mano e un po’ di batticuore, la vedo da lontano. Non le dico nemmeno una parola, le sorrido, le porgo la lettera e proseguo per la mia strada. (Ve l’avevo detto che peggiorava.) Io mi rendo conto che è una cosa completamente folle, ma in quel momento mi sembrava assolutamente giusto scrivere una lunga lettera ad una perfetta sconosciuta raccontandole di me, della mia vita e del perchè fossi rimasta così colpita proprio da lei, sperando di poter diventare amiche. Mi ero aspettata una vasta gamma di reazioni a questo gesto: che decidesse di cambiare strada per non incontrare più una quindicenne pazza che va in giro a distribuire manoscritti, che iniziasse ad andare a scuola scortata da un amico… quello che proprio non mi aspettavo (ma ci speravo tanto) era che il mattino successivo anche lei avesse tra le mani una lettera. Me l’ha data senza dirmi una parola, ed è andata via.

Da quel giorno è iniziata una corrispondenza che è durata mesi, la cui consegna si svolgeva sempre nella stessa maniera: non ci siamo mai parlate. Dite la verità: non sembra l’inizio della sceneggiatura di un film? (Hollywood, io sono disponibile, nel caso…)

Ecco, fra tutte le cose che ho fatto nella mia vita, questa è in assoluto una di quelle di cui vado maggiormente fiera. Lo rifarei un milione di volte, anche a costo di passare per quella strana, anche a costo di sembrare matta. Un’amicizia nata da un sorriso e dalla voglia di conoscersi, anche se in modo decisamente… non convenzionale.

Chiara, questo post è per te; chissà se hai conservato tutte le lettere che ci siamo scambiate tanti anni fa. E  in fondo, anche questa… non è altro che una lettera 2.0.

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10 responses »

  1. Meraviglioso post che racconta una meravigliosa storia d’ altri tempi..
    Anch’io amo la gente che sorride. Quelli che non lo fanno proprio non li sopporto: sempre lì a vomitarti addosso il loro malumore, il loro scontento! Uffff….. w quelli che ridono sempre e di tutto!!!!

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  2. Questo racconto è incredibile! Mi è piaciuto da impazzire!
    Guarda che ti conviene scriverla la sceneggiatura…

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  3. Io vedrei bene la Marti a fare la ricciolina sorridente 🙂
    A parte gli scherzi io a 15 anni non avrei mai trovato il coraggio di fare quello che hai fatto tu…sei tropo avanti! :-* Altro che stalker 🙂

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  4. Sei la mia stalker preferita. E guarda che è un titolo di tutto rispetto! C’è un’agguerrita concorrenza e non è facile guadagnarselo. Ma tu ce l’hai fatta. Brava!
    😀

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  5. @ Anemone : io l’ho sempre pensato di essere nata nell’epoca sbagliata… però m’è rimasta la grafomania! Grazie davvero e… un sorrisone enorme per te!

    @ Martina : grazie! comincerò a lavorare alla sceneggiatura, hai visto mai! 🙂

    @ Veronica : grazie Vero! E pensa che ero anche timida…

    @ Caro : sappi che sono molto onorata per aver ottenuto questo riconoscimento! 😀

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  6. 😉 davvero che coraggio!!! ;-* brava!

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  7. Che meraviglia. Mi hai ricordato, in maniera sentimentalmente diversa ovviamente, “Che tu sia per me il coltello” di Grossman =)

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  8. @ Lisa : un po’ di quell’incoscienza mi è rimasta, in effetti: se pensi che alla prima PizzaTwit a Firenze andai senza conoscere nessuno… 😀

    @ Cey : ma sai che è uno dei libri che staziona sul mio comodino in attesa di lettura da mesi?! Devo iniziarlo!

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  9. Bella storia, non nel senso giovanilistico dell’espressione, ma in quello originale. 😀
    Adoro le persone che sorridono per strada agli sconosciuti, lo faccio spesso, a volte in effetti mi prendono per stalker, ahaha!

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  10. @ Martin : grazie! Allora c’è uno stalker in più in giro per le anguste vie fiorentine… Ottimo 🙂

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