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In gita all’Ufficio Brevetti

Cose impossibili, inutili o tutte e due che vorrei poter realizzare, brevettare, comprare, usare. Potrei valutare l’ipotesi di una co-produzione, nel caso.

Un dispenser spray di autoironia: antidoto di pronto intervento contro le persone che si prendono troppo sul serio. Una spruzzatina et voila, gente che ha fatto della vis polemica una ragione di vita magicamente allenta un po’ la presa e si fa una risata. Controindicazioni: l’effetto è temporaneo – per certa gente, essere dotati di senso dell’umorismo più a lungo di qualche minuto rimane un miraggio. Non si può avere tutto. Ho recentemente avuto prove empiriche che sarebbe utile a moltiiiiiissime persone (che però mi hanno fatto fare delle grandiose risate, nel frattempo che si scaldavano per delle inezie e scagliavano insulti manco fossero Voldemort).

Un mouse riscaldato: io non voglio credere che, con centinaia d’anni di innovazioni e invenzioni e tecnologia, ancora nessuno abbia pensato a questa cosa. Ditemi che esiste e che io me lo sono perso. Mi andrebbe bene anche il mousepad, a condizione che il calore venga irradiato per bene e riscaldi la mano che muove il mouse, che dopo cinque minuti di navigazione si congela irrimediabilmente. Succede anche a voi, è vero? Che la sinistra (parlo per i destrimani, eh) se ne sta lì, bel bella e ad una temperatura UMANA, e quell’altra, invece, sembra appena staccata da un cadavere. Ci manca solo il cartellino A B Normal. Che diamine.

Un filtro acustico “La vie en rose”: formulato ad hoc per essere posizionato sulla soglia di uffici particolarmente caotici confinanti con colleghi iperlamentosi. Se c’è una cosa che mi fa innervosire subitaneamente, è iniziare la giornata ascoltando le imprecazioni continue della collega che ha da ridire su tutto. E che schifo il lavoro, e che palle il telefono che suona, e che scocciatura il computer lento… posizioni il filtro, lo accendi, ed ecco che i lamenti perpetui si tramutano in una rilassante melodia newage (indicato il lunedi mattina, per iniziare la settimana in modo soft). O in Maracaibo, a scelta (questo lo vedrei bene il venerdi sera, in previsione dei bagordi durante il finesettimana).

Un calzino anti-buco: nonostante un’accurata igiene personale e una costante regolazione della lunghezza delle unghie dei miei piedini-di-fata-misura-39, il 90% dei miei calzini sono bucati sull’alluce. Ho il ditone perforante. Son problemi. Esasperati dalla mia annosa passione per i calzini. Se ne ricorderanno benissimo V. e I., alla quale mi pare anche d’aver chiesto un prestito mentre eravamo in Portogallo per comprare una vagonata di calzini, una roba tipo cento euro di calzini. Vabbè, in fondo, mi accontento di poco. Avessi avuto la fissa per le borse di Chanel sarebbe stato peggio. I., t’è andata bene, dai…

Un ologramma “Il peggiore scenario possibile”: questo mi servirebbe mentre sto per mettere la monetina nella MaleficaMacchinetta dispensatrice di schifezze ipercaloriche, oppure mentre sono in coda alla mensa meditando di ordinare il famigerato Tris PastaPizzaPatatine. Ecco, in questi casi, bisognerebbe che saltasse fuori un ologramma molto realistico di me stessa in preda all’abbiocco post prandiale da indigestione di carboidrati, oppure in bikini davanti alle impietose pessime luci di un camerino-prova, e sullo specchio, a caratteri cubitali rossi, scritto con il lipstick: “Ecco, quel rotolino lì è il quarto Kinder Cereali, quel brufoletto là è il secondo barattolo di Nutella”. Sadico, ma d’effetto.

Per ulteriori informazioni, nel ricordarvi che tutte le idee geniali di cui sopra sono protette da RigidissimoCopyRight©, vi invito caldamente a contattarmi all’indirizzo sonotuttascema chiocciola nonavevamodubbi punto esclamativo.

Blue Monday – Be Happy

Anno bisesto, anno funesto? Il 2012 inizia sotto auspici contrastanti. Il primo mese del nuovo anno ancora non è finito, e da queste parti - tra generale e particolare, dal mio piccolo microcosmo alla situazione economica mondiale passando per fantasiose statistiche - stiamo assistendo ai seguenti fenomeni:

* un numero consistente di amici che diventeranno genitori, alcuni dopo anni di tentativi, altri per la serie “basta una volta sola, eh”. Amiche che sai essere nate per fare le mamme e altre che “Oddio… ma poi sul serio TU dovrai educare questo bambino?” Buono sulla fiducia – che i figli per l’evoluzione della specie tendono ad essere migliori dei genitori; forse qualcuno si salverà. Read the rest of this entry

Bibliofilia, Bookcrossing e altri sogni

Uno dei miei cartoni animati preferiti in assoluto è “La Bella e la Bestia”. Sempre stato, fin da piccola. Mi sono spesso sentita un po’ Belle, che non aveva quella grazia eterea delle varie Cenerentole e Biancanevi, e nemmeno il fascino misterioso ed esotico di Jasmine, Mulan o Pocahontas. Read the rest of this entry

I sassolini, le scarpe e i “ma anche no”.

Avvertenza: post perfido – per controbilanciare l’overdose zuccherina delle settimane passate, che tra Natale e Capodanno e feste varie e film strappalacrime in tv, ora ci sta anche bene. D’altra parte, è ufficialmente il 7 Gennaio, ed è passata anche l’Epifania che, come è noto, tutte le feste si porta via… Read the rest of this entry

Damigiana mia, non ronzi!

I post di fine/inizio anno mi mettono sempre un vago senso d’angoscia, con tutti ‘sti buoni propositi che naufragano inesorabilmente prima di San Valentino. Quindi non ne farò, che poi mi deprimo.  Ad esempio, tanto per farvi capire, vi racconto la perla del mio Capodanno. Scena: cena pantagruelica a casa di amici, dopo il brindisi di rito, immancabile gioco di società a seguire (2 squadre, ciascuna composta da quattro giocatori: zitelle contro accoppiati. Abbiamo stravinto noi single. Tzè). Una delle prove da superare consisteva nel risolvere il seguente anagramma:

ADORARE SENTO Read the rest of this entry

Il mio pensiero felice: #leaveamessage

[..] Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti. [..]
Francesco Guccini, Don Chisciotte 
 
Cari lettori (che fa molto Manzoni e “Promessi Sposi” e “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”) oggi ho un paio di importanti comunicazioni di servizio pe’vvoi. Siete pronti?
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Un’orgia di gratitudine

Non credo agli oroscopi. Però li leggo; ma solo se sono scritti bene, se sono divertenti, ironici, interessanti. Se – soprattutto – indipendentemente dalle previsioni per il mio terribile (così mi è stato detto) segno zodiacale riescono a fornirmi spunti di riflessione. Due nomi su tutti. Leggo sempre l’oroscopo di Antonio Capitani su Vanity Fair (amici maschi, Capitani oroscopeggia pure su La Gazzetta), perchè è di una simpatia e intelligenza disarmanti, non se la tira da santone, rispetta le idee altrui, le sue previsioni mi fanno spesso ridere alle lacrime e l’idea che le donne del mio segno zodiacale possano uccidere i mariti fedifraghi con le melanzane sott’olio al botulino mi ha conquistata. Read the rest of this entry

Un cuore a misura di oceano

 

 

 

Conosco delle barche che restano nel porto
per paura che le correnti le trascinino via troppo forte.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto,
per non avere mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire.
Hanno paura del mare a furia di invecchiare,
E le onde, mai, le hanno portate altrove.
Il loro viaggio è finito prima di cominciare. Read the rest of this entry

Uomo del mio tempo

Questo post nasce di getto, e si porta dietro un paio di riflessioni sulla politica italiana che sto meditando da un po’. Venerdi scorso incappo in questo tweet:

e rimango allibita. Paleso le mie perplessità nella scelta del linguaggio: gli avversari politici non si odiano. E’ questa concezione malata che ha portato la politica italiana così in basso. Read the rest of this entry

Sant’asinità

Prima di decidere di lasciarmi convincere ad aprire un blog personale, ho passato anni leggendo quelli altrui. In questo tempo di assidua frequentazione blogghesca, sono capitata su pagine di qualsiasi tipo.  Ora, non so se ho già avuto modo di parlarvi di questo, ma io sono una maniaca della lingua italiana. Amo l’italiano, difendo i costrutti grammaticali, mi ergo a non richiesta paladina delle regole del lessico, e provo una sofferenza quasi fisica se viene storpiato. Io sono quella che riprende i fidanzati quando sbagliano i congiuntivi, e che manda messaggi alle amiche facendo notare che si scrive “facce” e non “faccie”. Sono quella che che si lega le mani dietro la schiena per non lasciar tracimare acidità cosmica quando vede Facebook e Twitter che pullulano di scempiaggini, sono quella che davanti al cartello “Foccaccie fresche” di un forno appena aperto dietro casa, entra in negozio solo per implorare la commessa di togliere immediatamente quella “I”, per amor del Cielo (si, l’ho fatto davvero). Read the rest of this entry

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